Descrizione e utilizzi del mobile

Descrizione e utilizzi del mobile

Il mobile – Definizione e storia

Definizione


Per "mobili" si intendono tutti gli oggetti utilizzati per arredare o decorare una casa. Questi elementi possono essere collocati sia all'interno che all'esterno di un'abitazione. La particolarità di un mobile è che è mobile, da cui deriva il suo nome. Il motivo di questa denominazione è che, all’epoca della creazione dei primi mobili, l’uomo non era ancora sedentario e i mobili venivano portati con sé ad ogni spostamento. Un mobile è al tempo stesso funzionale ed estetico. Destinato al comfort o alla sistemazione degli oggetti, il mobile è anche un elemento essenziale per abbellire l’arredamento di una stanza della casa.

Si distinguono due grandi categorie di mobili. La prima, destinata al benessere delle persone, comprende letti, tavoli, sedie… La seconda riguarda tutto ciò che ha a che fare con lo spazio di archiviazione, con armadi, credenze, cassettiere, librerie… Si è potuto constatare che i mobili contenitori fanno parte della categoria che ha registrato il maggiore sviluppo in termini di progettazione e commercializzazione. Per quanto riguarda i materiali utilizzati per la fabbricazione dei mobili, si nota che il legno è onnipresente, con l’introduzione sempre più massiccia di legni esotici dovuta, in particolare, alla loro robustezza e alla facilità di manutenzione. Per concludere, si possono citare i risultati di un recente studio sull’arredamento dei francesi. Da esso emerge che, per oltre sei milioni di francesi, lo stile più diffuso è piuttosto autentico e tradizionale, con una connotazione rustica.

A causa dell’evoluzione dei materiali utilizzati per la produzione di mobili e dell’impiego sempre più frequente di materiali sintetici, la Francia ha adottato misure definite nella legge Grenelle II. A titolo di informazione legale, si precisa che, a partire da gennaio 2011, i produttori di mobili hanno l’obbligo di provvedere al trattamento dei mobili usati e sostituiti. In caso contrario, a partire da luglio 2011, saranno soggetti al pagamento della tassa generale sulle attività inquinanti. Infine, a partire da gennaio 2012, dovrà essere segnalato l’elenco delle sostanze inquinanti volatili utilizzate nella produzione di un determinato mobile.

Cronistoria


La storia del mobile inizia realmente con l’arredamento medievale. Si distinguono due periodi con stili diversi: l’Alto Medioevo, dal V al X secolo, e il Basso Medioevo, dal X al XV secolo. I mobili più diffusi sono le cassapanche e le sedie, ma si trovano anche alcuni esemplari di tavoli, armadi, credenze e letti. Fanno la loro comparsa nuovi mobili come la credenza, predecessore delle credenze da cucina e dei buffet, la «chayère» e la «chaire», che sono sedute, e il «faudesteuil», una sorta di sgabello. I materiali più diffusi sono il legno, in particolare la quercia e l’abete, il metallo, in particolare l’acciaio, il rame, lo stagno, la foglia d’oro e gli smalti, la pelle e talvolta l’avorio.

Il Rinascimento si divide in due periodi: il primo Rinascimento sotto Francesco I, che va dal 1495 al 1540, e il secondo Rinascimento sotto Enrico II, che va dal 1540 al 1589. I principali mobili di quest’epoca sono i bauli, gli armadietti utilizzati per riporre oggetti, le credenze impiegate per le stoviglie, i tavoli, con la comparsa di prolunghe a forma di tiranti, e le sedute, tra cui la sedia dallo schienale alto, la «sedia dantesca» (poltrona a «X») e la «sedia savonarola» (poltrona a «X» ispirata al «faudesteuil»). I nuovi mobili sono lo sgabello (seduta mobile), la sedia con braccioli, il caquetoire (seduta riservata alle donne) e la poltrona dallo schienale alto. Non si registrano evoluzioni degne di nota per quanto riguarda i materiali utilizzati.

Dal 1590 al 1660, sotto il regno di Luigi XIII, i mobili di spicco sono le poltrone e le sedie con braccioli, gli sgabelli e i tavoli da scrittoio. La grande novità di questo periodo in materia di arredamento è l’arrivo dell’armadio. Per quanto riguarda i materiali impiegati, il legno è sempre onnipresente, in particolare il noce, il faggio e l’ebano.

Durante la seconda metà del XVII secolo, sotto il regno di Luigi XIV, i mobili più comuni sono le sedute, tra cui poltrone, sedie e sgabelli, i tavoli e i tavolini, gli armadi, le cassettiere, le credenze, i letti a baldacchino, diversi per la loro funzione dai letti da riposo, considerati gli antenati dei nostri divani. In questo periodo, la creazione di mobili riguarda la cassettiera, che sostituirà il baule, la poltrona con le orecchie, la scrivania ispirata al gabinetto e in particolare la scrivania Mazarin. Per quanto riguarda i materiali, si continua a utilizzare il legno con essenze quali il noce, la quercia, il castagno, l’ebano o l’abete, oltre al bronzo, sempre più diffuso. Da notare che il fiorire dell’intarsio richiede l’uso di metalli, scaglie (soprattutto di tartaruga), osso, avorio e pietre preziose.

Dal 1700 al 1730, i mobili che si incontrano sono tavoli, consolle, scrivanie, credenze a due corpi o credenze per le stoviglie, cassettiere, sedie, poltrone, sgabelli, panchine, sedie a sdraio, «voyeuses» o «ponteuses» – sedie su cui ci si siede a cavalcioni – e armadi. In questo periodo fanno la loro comparsa nel mondo dell’arredamento il tavolino da toeletta e le poltrone «bergère» con le orecchie. Ai materiali esistenti si aggiungono i legni esotici, asiatici e africani, grazie alla Compagnia delle Indie. Da notare anche l’ampio utilizzo di altri materiali come la foglia d’oro o il bronzo a scopo ornamentale per le tecniche di doratura, intarsio o impiallacciatura.

Il periodo dal 1730 al 1760 sarà caratterizzato più dallo «stile» Luigi XV che dalla creazione di nuovi mobili. Si tratta di un’epoca molto raffinata che privilegia i mobili di piccole dimensioni, disposti in modo più ponderato e armonioso negli ambienti. I mobili in pieno boom in questo periodo sono i comò, i tavoli, i tavolini da servizio, l’insieme delle sedute, i tavoli da gioco, il divano, la bergère, la scrivania a pendenza, la libreria, la toeletta, nonché i letti a nicchia, alla polacca o alla turca. Per quanto riguarda i materiali, si preferisce il rovere per le strutture dei mobili, mentre per l’impiallacciatura si scelgono il legno di rosa o di violetta, il palissandro, il bosso, il pero o il prugno. Le sedute sono realizzate essenzialmente in faggio, noce, ciliegio o mogano.

In questo momento storico, si registra un periodo di transizione che va dal 1760 al 1774. La cassettiera rimane un mobile molto apprezzato e l’armadio, un tempo un po’ snobbato, torna in auge. La novità riguarda le scrivanie a dorso d’asino, a cilindro o a doghe, nonché le segreterie a ribalta. Anche il «bonheur du jour» è un nuovo mobile. Si tratta di un mobile a metà strada tra la scrivania e la segreteria. La quercia rimane il materiale di base dei mobili e le lacche cinesi sono molto apprezzate. Da notare che ci si orienta anche verso nuovi materiali come la lamiera d’acciaio e il bronzo.

Dal 1774 al 1785, sotto il regno di Luigi XVI, si nota l’aspetto lineare dell’arredamento. Tra i mobili esistenti si trovano le sedie, in particolare la bergère molto ricercata, gli armadi, le cassettiere e i mobili da scrittura. Grazie alle loro molteplici funzionalità, la gamma di tavoli e tavolini si amplia e si preferisce il tavolo ovale. Sono di moda due modelli di letti: il letto alla francese e il letto alla polacca. Ma compaiono nuovi mobili come le poltrone con schienale dritto, a medaglione o a mongolfiera, le vetrine ispirate direttamente agli armadi, le cassettiere a mezzaluna e un tipo di mobile riservato alle donne: i tavolini da ricamo.

Dal 1790 al 1803, i mobili di uso comune sono le sedie, le poltrone con schienale rovesciato, i tavoli e soprattutto i tavolini da salotto, che raggiungono il loro apice, le cassettiere rettangolari, i mobili da scrittura, gli armadi, le librerie, le credenze e i letti. Le novità nell’arredamento riguardano le credenze basse, i letti trasversali o laterali e la sedia curule. Ma, come innovazione principale di questo periodo, si ricorderà soprattutto la creazione della meridiana. Il legno preferito di questo periodo è il mogano. Si utilizzano però anche il noce o il legno di alberi da frutto. A partire da questo momento, anche il faggio viene impiegato per le strutture dei mobili. Il bronzo è destinato quasi esclusivamente ai piedini, mentre il marmo e la porcellana ai piani.

Dal 1803 al 1821 si assiste a una ricerca più raffinata nel campo dell’arredamento, come dimostra ad esempio la frequente presenza di incastri a «coda di rondine» in rovere. Tra i mobili più diffusi si trovano soprattutto i mobile da liquori, molto presenti in quel periodo. I nuovi mobili sono il letto a barca, la scrivania «Ministre», l’armadio a specchio, la «psiche», il tavolino a treppiede e le sedie massicce. Per quanto riguarda i materiali, il mogano non verrà più utilizzato a partire dal 1806 a seguito del blocco britannico deciso da Napoleone I. Sarà sostituito dal noce, dall’acero, dal tiglio, dal frassino e dalla quercia. Anche il legno di olmo con venature a occhio, la radice di tasso o il tuia vengono impiegati per ragioni estetiche.

Dal 1814 al 1830 si assiste a un periodo di recessione. L’arredamento subirà quindi solo alcune lievi modifiche. I mobili più diffusi sono tavoli, tavolini, scrivanie da ministro, secretaire a ribalta, specchiere, consolle e letti con testata dritta, a barca o a culla. Tra le sedute si trovano poltrone, bergère, sedie, poltroncine, sedie da ufficio girevoli su un piede a treppiede a seconda dei modelli, sgabelli, divanetti e divani. Solo la poltrona Voltaire è una creazione di questo periodo.

Dal 1830 al 1848, i mobili più diffusi sono sedute massicce. Esistono sedie con schienali traforati, poltrone a gondola o con schienali dritti e divani. Da notare che la chaise longue è ancora molto apprezzata e che la poltrona Voltaire è al suo apice. I tavoli assumono per lo più forme rotonde o ovali. Inoltre, si diffondono i cosiddetti tavoli «utilitari». Si trovano, ad esempio, il tavolo da lavoro, il tavolino di servizio, il comodino, la toletta, il tavolo da barbiere o piccoli tavolini da salotto. Le consolle e i tavolini sono sempre presenti, così come gli armadi e le cassettiere, le credenze, le librerie e i mobili da scrittura, con il grande successo costante della scrivania piatta, della scrivania «Ministro» e della scrivania a cilindro. D’altra parte, la scrivania a dorso d’asino fa il suo grande ritorno. Ci sono anche la scrivania alta a ribalta, il «bonheur du jour», il letto a barca e il letto con testiera diritta. Tra le novità, si segnalano l’arrivo del comò da toeletta, dello schermo-pupitre e della poltrona «crapaud». Per quanto riguarda i materiali, la tendenza è verso il mogano, il palissandro, l’ebano, il tasso, la radica di noce, il ciliegio, il pero e il faggio. Si nota inoltre l’uso del bronzo e del rame.

Il periodo che va dal 1852 al 1870, corrispondente al Secondo Impero sotto il regno di Napoleone III, è caratterizzato da grande opulenza e lusso. Non si registrano grandi sconvolgimenti, ma piuttosto l’applicazione di questo stile sfarzoso all’arredamento. Si assiste alla comparsa di alcuni nuovi mobili come il pouf o la «boudeuse», una sorta di seduta a due posti adiacenti e separati da uno schienale (da cui il nome di questo mobile). La poltrona «crapaud» è ancora molto diffusa.

Dal 1890 al 1905 si entra nell’era dell’Art Nouveau, che ovviamente influenza anche l’arredamento. L’Art Nouveau è un movimento artistico che privilegia l’uso delle linee curve. Di fatto, il legno e il metallo vengono lavorati con grande cura. In questo periodo, il mobile torna a essere una creazione a sé stante grazie all’artigiano. I migliori esempi di mobili in stile Art Nouveau sono la sedia «lumaca» di Carlo Bugatti, vero e proprio preludio alla sedia «Floris» di Günter Beltzig, e la «Panton Chair» del danese Verner Panton.

In netto contrasto con questo stile, tra il 1920 e il 1939 si afferma l’Art Déco. L’Art Déco è una corrente artistica influenzata dal cubismo e caratterizzata da linee semplici e forme diritte. In questo periodo si trovano quindi mobili dall’aspetto molto sobrio. Parallelamente e in relazione all’Art Déco, nel 1919 in Germania apre un centro di formazione estetica chiamato Bauhaus. Un esempio lampante è la sedia Wassily di Marcel Breuer, in acciaio tubolare, frutto di una collaborazione tra l’uomo e la macchina. La poltrona club subì a turno l’influenza dell’Art Nouveau e dell’Art Déco. L’innovazione del momento era il «cosy-corner»: si trattava di un divano ad angolo incastonato in una struttura in legno con ripiani. È un vero successo. Per quanto riguarda i materiali utilizzati, il legno, e in particolare il rovere, rimane il materiale privilegiato per la struttura portante di un mobile. Per le decorazioni si utilizzano legni come il mogano, il palissandro, il thuja, l’amaranto o il legno di limone. Si assiste a una vera e propria esplosione di colori e materiali.

Questi ultimi tre periodi citati, l’Art Nouveau, l’Art Déco e il Bauhaus, hanno davvero gettato le basi per i mobili che si trovano attualmente sul mercato. Naturalmente, ciascuna di queste epoche ha lasciato il proprio segno sull’arredamento odierno, ma in termini di approccio, l’Art Déco ha introdotto il concetto di produzione in serie, indispensabile per l’attuale società dei consumi che esige la massima qualità e la migliore estetica a un prezzo irrisorio.

L’arredamento – I diversi stili

Medioevo e Rinascimento

Lo stile medievale


Nel Medioevo i mobili erano piuttosto scarsi, da un lato per ragioni pratiche, poiché le persone di quell’epoca conducevano una vita molto nomade, e dall’altro perché il comfort degli interni non era una priorità. Per quanto riguarda l’arredamento di questo periodo, occorre prestare particolare attenzione allo stile romanico, in voga dal X secolo alla metà del XII secolo, e allo stile gotico, che lo seguì dalla seconda metà del XII secolo fino al XV secolo. Lo stile gotico è molto più strutturato e solido rispetto a quello romanico. È robusto, imponente, austero e caratterizzato da forme lineari.

I mobili del Medioevo sono decorati con cerniere (elementi in ferro battuto) e numerose serrature. Sono impreziositi da un rivestimento in pelle dipinta, da volute (decorazioni con fogliame, frutti e animali) o da motivi a forma di arco ogivale su finestre a orbica (effetto di rilievo ottenuto dalla sovrapposizione di lastre forate). Sono presenti anche motivi a «pieghe di tovagliolo», ispirati alla forma che assume la pelle mentre si asciuga e si raggrinzisce.

Lo stile rinascimentale


Durante questo periodo, l’Italia esercitò una forte influenza sullo stile dei mobili in Francia. Ma, anche in questo caso, occorre innanzitutto distinguere lo stile rinascimentale sotto il regno di Francesco I, dal 1515 al 1547, dallo stile rinascimentale sotto il regno di Enrico II, dal 1547 al 1559. Nel primo periodo, lo stile non è privo di richiami a quello dell’arredamento medievale, arricchito tuttavia da numerose decorazioni di impronta italiana adattate al gusto francese. L’esempio più calzante è il medaglione, che riproduce un busto o una testa, circondato da una modanatura o da una corona di foglie. La decorazione più diffusa si ispira all’arte grottesca.

L’influenza italiana non perdurerà durante il regno di Enrico II. Gli stessi mobili e la loro estetica subiscono una trasformazione. Viene privilegiato l’aspetto decorativo del mobile. Si trovano pilastri (grandi colonne decorative dotate di base e capitello) e balaustre. L’abbellimento avviene anche con tralci, putti (ispirati a Cupido), arabeschi, mascheroni o conchiglie. Infine, si può notare che durante tutto il periodo dello stile rinascimentale, il legno più utilizzato era il noce.

Dallo stile Luigi XIII allo stile del XIX secolo

Lo stile Luigi XIII


Lo stile Luigi XIII non ha una vera e propria identità, poiché è il risultato della fusione di tendenze spagnole, italiane e fiamminghe. In Francia, è un’epoca in cui fa la sua comparsa lo sfarzo. Si importano mobili lussuosi dall’estero. Il cardinale Mazarin, in particolare, fa arrivare dall’Italia oggetti sontuosi e stupisce, proprio per questo, con tale sfoggio di lusso. Nello stile Luigi XIII si riscontra una certa linearità dei mobili e un aspetto austero.

Tuttavia, la decorazione è abbondante e conferisce un tocco di leggerezza all’insieme. Si notano, per questo periodo, diverse tecniche di decorazione tornita quali a rosario, a balaustra, a tamburo, salomonica o ancora la tornitura a torsione. Il rinforzo utilizzato è sempre a forma di «H». Le decorazioni più comuni dei mobili sono le modanature a «mucchio di sabbia», a «punte di torta», a «punte di diamante» o ancora a «ove», i basamenti, le cornici e i festoni di foglie d’acanto.

Lo stile Luigi XIV


Lo stile Luigi XIV è sontuoso e si realizzano mobili dal carattere regale. L’evento saliente di questo periodo è l’introduzione dell’intarsio secondo la tecnica di André-Charles Boulle nel campo dell’arredamento. In seguito, si parlerà di «intarsio Boulle». I materiali che egli impiega per i suoi intarsi sono scaglie di tartaruga, smalti, ottone o avorio.

In quell’epoca esistono due tipi di mobili. Il primo è l’arredamento di rappresentanza impreziosito da belle decorazioni raffinate e il secondo è l’arredamento borghese in legno massiccio. Tuttavia, indipendentemente dal tipo di mobile, tutti occupano uno spazio considerevole. Il rinforzo a «H» scompare e viene sostituito da quello a «X». La decorazione intende esaltare la grandezza di Luigi XIV ed è quindi molto ricca. Si ritrovano ghirlande di frutta e fiori, maschere e mascheroni, palmette, lambrequini, foglie d’acanto, teste o zampe di leone, gigli, conchiglie, allori, delfini o trofei.

Lo stile Reggenza


Lo stile Reggenza è uno stile di transizione. Infatti, durante questo periodo, si abbandona progressivamente lo stile Luigi XIV per orientarsi poco a poco verso lo stile Luigi XV. La maestosità sarà sostituita dalla grazia e la rettilineità da forme più morbide e sinuose. I mobili si presentano decisamente meno massicci e più leggeri. Le gambe assumono forme ricurve e le impiallacciature sono realizzate con legni quali l’amaranto, il palissandro o il legno di violetta. Da notare inoltre che, per una maggiore praticità, i braccioli vengono arretrati per consentire una seduta più comoda nonostante la moda degli abiti a crinolina.

Per quanto riguarda le decorazioni, i bronzi sono più presenti. I motivi di fondo sono a griglia o a rombi. Si trovano motivi figurativi con la rappresentazione di busti di giovani donne sorridenti, motivi animali come scimmie, conchiglie o ali di pipistrello e motivi vegetali quali palmette, girasoli, foglie godronnate o foglie d’acanto.

Lo stile Luigi XV


Lo stile Luigi XV rappresenta una piccola rivoluzione artistica. Infatti, si abbandona completamente l’aspetto imponente e glorificante del mobile per orientarsi verso la leggerezza, la spensieratezza e la fantasia. Inoltre, si nota un tocco femminile poiché, in effetti, le donne assumono un ruolo sempre più importante nelle arti decorative. In questo periodo si parlerà anche di stile rococò. La tendenza di questo periodo è l’asimmetria. Va inoltre sottolineato che l’arredamento occupa ormai l’intera superficie della stanza e non si limita più alle pareti. Per questo motivo, si decora anche il retro dei mobili. Di fatto, l’estetica diventa prioritaria rispetto alla funzionalità.

Il tratto distintivo dello stile Luigi XV sono senza dubbio le gambe ricurve dei suoi mobili. Ci si ispira alle zampe di cerva e non più a quelle di leone. Anche gli schienali sono ricurvi. Con lo stile rococò, i bronzi diventano più presenti e presentano motivi di rocaille, fogliame, foglie d’acanto o di giunco. L’intarsio scompare per lasciare spazio alla lavorazione a frisa con essenze pregiate come l’amaranto, il palissandro o il legno di violetta. Tuttavia, a partire dal 1745, si assiste a un ritorno dell’intarsio con decorazioni molto ricche e colorate raffiguranti fiori o strumenti musicali. Si moltiplicano le sete a motivi floreali. Dall’Estremo Oriente si apprezzano le lacche e in Francia si cerca di imitarne la qualità.

Lo stile di transizione e Luigi XVI


Allo stile Luigi XV segue un periodo di Transizione durante il quale ha inizio un ritorno ai valori dell’Antichità. Le esagerazioni dello stile Luigi XV non sono più di attualità e si aspira a una maggiore semplicità e a una maggiore essenzialità decorativa. Si utilizzano bronzi ed ebano prendendo spunto dai mobili di Boulle. Si ritorna alle linee rette, alla regolarità e alla simmetria. Da ricurvi, i piedi diventano leggermente arcuati.

Ci si orienta quindi verso lo stile Luigi XVI, che sarà più sobrio e classico. L’estetica del momento risiede nell’equilibrio delle proporzioni e nel rispetto della geometria. Dall’antichità derivano anche i pilastri, le mensole e le balaustre, tornati nuovamente di moda. Le gambe dei mobili sono scanalate o a forma di colonnine quadrate. La decorazione diventa più essenziale e i motivi più ricorrenti sono i nodi di nastro, i festoni, i drappeggi, i dentelli, i fregi ad acanto, a quercia o a perle, gli intrecci, le corone e le lancette.

Lo stile Direttorio


Ancora una volta uno stile di transizione, lo stile Direttorio è una fusione tra lo stile Luigi XVI, ormai in declino, e lo stile Impero, che sta per affermarsi. Si continua a seguire il modello antico. Tuttavia, i motivi sono in parte cambiati, in particolare a causa della rivoluzione del 1789, e si trovano berretti frigi, livelle a bolla, mani giunte, punte… La rivoluzione ha inoltre modificato l’organizzazione dei lavoratori e la produzione di mobili è in declino.

La decorazione dei mobili risente chiaramente dell’influenza greca, romana e persino egizia. Tuttavia, a causa della riorganizzazione del lavoro artigianale, rimane molto sobria. I mobili sono spesso laccati. Le gambe dei mobili sono tornite e affusolate. I braccioli terminano con pomelli, volute o ad angolo retto e sono impreziositi da palmette o conchiglie. Si riscontrano anche balaustre o colonne. Le decorazioni più diffuse sono cigni, sfingi, elmi, trofei o sciabole militari oppure motivi geometrici.

Lo stile Impero


L’antichità rimane il modello di riferimento per lo stile Impero. I mobili rispecchiano lo spirito dell’epoca, ovvero presentano un aspetto sobrio, austero e poco accogliente, ma al contempo imponente e grandioso. La rettilineità e gli angoli sporgenti sono in primo piano. La simmetria è la parola d’ordine dei mobili di quest’epoca. I bronzi si fanno rari e quelli che rimangono sono molto lavorati e raffigurano creature fantastiche. I mobili presentano ampie superfici decorate con palme greche, corone d’alloro o Vittorie alate dai drappeggi fluidi.

La decorazione dei mobili è molto sobria e discreta. Si trovano pilastri e le colonne sono lisce, cilindriche o leggermente coniche, dotate di base e capitello in metallo. Le modanature non esistono più, né tantomeno l’intarsio. Sempre in grande stile, alcune sedie di questo periodo erano dotate di cigni il cui corpo formava la base e le ali fungevano da braccioli. Si ritrovano inoltre molti motivi legati alla vittoria, alla guerra e all’Impero, ma anche motivi animali o floreali come la margherita, molto in voga in quel periodo.

Lo stile del XIX secolo


Dal 1814 al 1870 si susseguiranno i regni di Luigi XVIII, Carlo X, Luigi Filippo e il Secondo Impero, e lo stile dei mobili si evolverà. Fino al 1830, lo stile denominato Restaurazione presenterà sedie a gondola, con schienali rovesciati o concavi, i cui braccioli saranno a doppia voluta e dotati di gambe a sciabola. La base dei tavoli è a «X» o a forma di lira. I comò e altri mobili dello stesso genere risentono ancora dello stile Impero. L’intarsio lascia il posto alla tecnica delle incrostazioni.

Il periodo che si estende fino al 1848 vedrà mobili il cui stile è una fusione tra l’Impero, il gotico, il Rinascimento e il barocco di Luigi XIV. L’intarsio Boulle sarà in primo piano. Ma, a partire dal 1840, sarà lo stile Luigi XV, con le sue curve, le gambe sinuose e la decorazione sfarzosa, a essere particolarmente apprezzato.

Durante il Secondo Impero, si affermano diversi stili di arredamento. Si ritrovano tracce dell’antichità, in particolare greco-romane, e del Rinascimento. I mobili si presentano superbi e pretenziosi, manifestando chiaramente la loro ambizione di lusso e sfarzo. Le decorazioni sono numerose, molto elaborate e spesso in rilievo. Si utilizzano drappeggi e frange, in particolare per nascondere la struttura in legno delle sedute.

Gli stili Art Nouveau, Art Déco e futurista

Lo stile Art Nouveau


Dal 1890 al 1905 si verificò una vera e propria svolta nella storia dell’arredamento con lo stile Art Nouveau, ispirato alla natura e promotore dell’artigianato. L’Art Nouveau è una corrente artistica che privilegia l’uso delle linee curve. Tuttavia, l’Art Nouveau trae ispirazione, per ragioni diverse, dal gotico, dal rococò e dal barocco. In Francia esistevano due scuole di Art Nouveau: la prima sotto la guida di Samuel Bing a Parigi e la seconda diretta da Emile Gallé a Nancy. La scuola parigina adotterà uno stile delicato e raffinato. I modelli naturali saranno disegnati in modo originale. Alla scuola di Nancy si predilige il rococò e Gallé è un fervente sostenitore della tecnica degli intarsi, con decorazioni multiple.

L’ispirazione naturale di questa corrente influenzerà non solo l’ornamentazione, ma anche la struttura del mobile. La forma diritta è bandita. Si vedono solo forme sinuose, ondulate e linee continue. Non vi è più alcuna discontinuità tra le diverse parti del mobile, per non interrompere il movimento che deve essere fluido. Molto inclini all’ornamento per ragioni legate a una profonda ricerca dello stile del XIX secolo, i progettisti si renderanno conto che la risposta va ricercata piuttosto nella struttura stessa del mobile, che deve essere più semplice, e nell’uso dei nuovi materiali e delle nuove tecniche di produzione che stanno arrivando sul mercato. Questa presa di coscienza segnerà il declino dell’Art Nouveau.

Lo stile Art Déco o il Modernismo


Lo stile Art Déco si riferisce al periodo della prima metà del XX secolo. L’Art Déco è una corrente artistica influenzata dal cubismo che predilige linee semplici e forme diritte. L’ornamentazione, considerata superflua, verrà semplicemente eliminata. La funzionalità prevale sull’estetica. Ci si concentra piuttosto su come utilizzare al meglio i nuovi materiali a disposizione e su come industrializzare la produzione dei mobili.

Le forme dei mobili rimangono convenzionali, con occasionali riferimenti, a seconda dei modelli, agli stili Luigi XVI, Direttorio o Luigi Filippo. Sono caratterizzate da angoli vivi, arrotondati o smussati. Le due forme geometriche più utilizzate sono il cerchio e l’ottagono. Si nota spesso la presenza di zoccoli sotto i mobili. Le modanature non sono più di moda.

Il mobile futurista


Per quanto riguarda la produzione di mobili, la tendenza attuale si orienta decisamente verso il metallo. Conferendo uno stile industriale, il metallo ha sempre un effetto contemporaneo e futuristico. I produttori lo apprezzano per l’estetica che conferisce ai mobili e perché riflette la luce. In primo luogo, l’acciaio è molto utilizzato in tutte le sue forme: spazzolato, lucido, liscio, martellato, opaco o brillante. Poi c’è l’acciaio inossidabile, molto utilizzato in particolare per l’arredamento della cucina.

Che si tratti di semplici concept o di vere e proprie realizzazioni, i designer di oggi danno libero sfogo alla loro immaginazione per ideare nuovi mobili che coniughino le nuove tecnologie, i nuovi materiali e le nuove tecniche di produzione, senza dimenticare di unire l’estetica alla funzionalità, elemento fondamentale della nostra epoca. È possibile citare alcuni esempi significativi di ciò che esiste attualmente o di ciò che ci aspetta in futuro. Ad esempio, il letto «Air Lounge System» di Fabio Novembre si basa sull’utilizzo di nuovi materiali. Ciò che stupisce di questo mobile è che sembra levitare. In realtà, questo letto poggia su due piedini in plexiglas trasparente. Un altro esempio incentrato sulla funzionalità e sul risparmio di spazio (tema di grande attualità) è la sedia a sdraio pieghevole del designer francese Henry Yvon. Composta da tre parti collegate tra loro tramite un meccanismo a snodi, questa sedia a sdraio si trasforma in una poltrona per una o due persone, con o senza schienale, oppure in un tavolino. Estetica e nuovi materiali sono sempre protagonisti nella poltrona in vetro «Wipeout» del designer Stéphane Perruchon. Due pareti in vetro fungono da braccioli e la seduta è in pelle tesa da barre in acciaio inossidabile spazzolato. Un altro esempio è la poltrona tubolare «Groove» di Atomare. Si tratta di un complemento d’arredo accogliente e caloroso grazie alla sua struttura tubolare senza soluzione di continuità che va dalla base allo schienale, passando per la seduta e i braccioli. Il tavolino «Orbital» del designer Romain Duclos è il risultato della combinazione tra un tavolino e un caminetto. Questo insieme molto conviviale e innovativo può essere completato da poltrone abbinate. Infine, si può citare la credenza «Epure» di David Lange, realizzata con materiali innovativi. Questo mobile è in Daquacryl bianco, con la parte centrale in Altuglas rosso. La base è in acciaio cromato.

I mobili – Le diverse categorie

Camera da letto per adulti

Letto


Il letto è l’elemento principale di una camera da letto. Viene utilizzato principalmente per dormire, ma anche per rilassarsi, sonnecchiare, leggere e, per le coppie, fare l’amore. Attualmente, in Francia, le dimensioni standard di un letto singolo sono 90 cm x 1,80 m. Per un letto matrimoniale, esistono diverse possibilità. La larghezza può variare tra 1,40 m e 1,60 m, mentre la lunghezza può andare da 1,80 m a 2,10 m. Va inoltre precisato che questo mobile è generalmente dotato di cuscini, cuscini cilindrici, materassi e reti.

L’evoluzione del letto presenta diverse forme e dimensioni. I primi letti erano costituiti semplicemente da un mucchio di paglia ammucchiata. Successivamente, questi mobili furono rialzati per proteggersi dalla polvere, dal freddo e dai ratti. La struttura dei letti è in legno o in metallo. La rete è costituita da doghe di legno o di metallo, eventualmente dotate di molle.

Nell’antichità, i letti erano solitamente tappeti o stuoie composti da fibre di lana o crine. Solo i romani più benestanti dormivano su lettucci che utilizzavano anche per mangiare. Dal Medioevo alla rivoluzione industriale, questo mobile ha subito una notevole evoluzione. Nel Medioevo, i letti erano sacchi riempiti per lo più di paglia o, per i più abbienti, di piume. Successivamente, l’imbottitura venne realizzata con tessuti di ogni tipo, dal cotone alle fibre artificiali. Più tardi, i letti divennero una sorta di rudimentali scrigni di legno dotati di un materasso. A quell’epoca, il comfort di questo mobile dipendeva dallo status sociale. Infatti, i più ricchi possedevano letti a baldacchino in legno dotati di materassi di lino imbottiti di piumino d’oca o d’anatra. Le persone della classe media possedevano, a seconda della regione, letti a armadio, ad esempio in Bretagna, nel Poitou o in Alvernia, oppure semplicemente panche dotate di materassi in feltro sottile e imbottiti con lana di pecora cardata, crine o piume d’oca o d’anatra. Quanto ai meno abbienti, si accontentavano di stuoie di paglia. Dalla rivoluzione industriale ai giorni nostri, il letto si è ulteriormente trasformato. Innanzitutto, per quanto riguarda le dimensioni, che erano piuttosto ridotte, in particolare a causa della statura delle persone, e che sono progressivamente aumentate. Anche la forma e i materiali utilizzati per questo mobile sono cambiati. Infatti, al legno o al rame si è aggiunto l’uso del ferro e dell’acciaio. La rete, inizialmente un accessorio rudimentale, si è diffusa assumendo forme a doghe, a molle o a rete di tela. A partire dal 1900, l’uso delle fibre sintetiche (viscosa, fibranne, rayon o seta artificiale) è diventato sempre più diffuso. Da notare che il letto tende a presentarsi in diverse forme, come il letto a gabbia o il «cosy». Ma anche sotto forma di mobili trasformabili come il divano letto, la poltrona letto, il letto verticale, il letto estraibile, il letto con piano mobile o ancora il letto da campo.

È interessante esaminare più da vicino alcuni di questi modelli. Ad esempio, il letto a cassetto è il mobile perfettamente adatto agli spazi ridotti. Infatti, può essere utilizzato come un letto normale nella sua posizione iniziale oppure si sdoppia per offrire un posto letto supplementare. Per farlo, basta estrarre un cassetto situato sotto la rete, all’interno del quale si trovano una rete e un materasso ausiliario in schiuma alveolare. Da notare che i materassi dei letti a scomparsa sono più piatti e più piccoli rispetto a quelli tradizionali. Un altro modello molto diffuso è il letto in legno. Per la realizzazione di questo mobile si possono utilizzare diversi tipi di legno, ma la preferenza va ai legni duri che garantiscono solidità e durata, poiché l’uso del letto è quotidiano e intensivo. Il letto in legno massello, talvolta costoso, sarà un mobile robusto che, inoltre, risulterà esteticamente gradevole poiché il legno massello conserva le sue venature originali. Questo mobile si abbinerà perfettamente all’arredamento in stile rustico. Il letto in legno sarà dotato o di una rete a molle, che deve essere necessariamente abbinata a un materasso a molle, oppure di una rete a doghe.

Comodino


La parola «comodino» deriva dal latino «caput», che significa «testa». Infatti, un comodino è un tavolino posizionato accanto al letto, all’altezza della testata. L’altezza di questo mobile è in linea di principio limitata a quella che si può raggiungere con la mano stando sdraiati sul letto. In origine, la sua funzione era quella di ospitare il vaso da notte. Oggi, lo scopo di un comodino è quello di riporre tutto ciò di cui si potrebbe avere bisogno al momento di addormentarsi, durante il sonno o al risveglio, ovvero lampada, libro, occhiali, sveglia, telefono, bicchiere d’acqua… Questo tavolino diventa un comodino quando è dotato di nicchie, cassetti o vani chiusi da ante. Nei letti matrimoniali, si trova un comodino su entrambi i lati del letto. Da notare che, nel caso dei letti a ponte, il comodino sarà integrato nel letto stesso.

La scelta del comodino va effettuata in modo da armonizzarsi al meglio con l’arredamento e i mobili della camera da letto. A tal fine, sul mercato si trovano diversi materiali, forme ed estetiche. Il comodino di design è un mobile il cui stile segue le tendenze attuali. Considerata l’ampia gamma disponibile sul mercato, i criteri più importanti saranno i gusti personali, nonché l’arredamento e i mobili già presenti. Ci si potrà anche chiedere se si preferisca privilegiare la funzionalità o solo l’estetica. Il comodino in legno si adatta a tutti gli stili di arredamento. Offre robustezza e una vasta scelta di essenze legnose. Molto apprezzato in Provenza, il comodino in ferro battuto, pur essendo anch’esso robusto, conferirà raffinatezza e leggerezza all’arredamento della camera da letto. Da notare che il ferro battuto è spesso abbinato ad altri materiali come il legno o il vetro. Il comodino in rattan conferirà un tocco di esotismo all’arredamento. Questo materiale, al tempo stesso malleabile e resistente, viene spesso utilizzato in forma intrecciata. Si possono trovare mobili interamente in rattan o abbinati ad altri materiali come il vetro, il ferro battuto o altre essenze di legno. Il comodino in vetro è generalmente abbinato a un altro materiale e solo il piano di questo mobile è in vetro. Occorrerà prestare attenzione allo spessore del vetro, che garantirà la solidità del piano.</p>

Armadio


L’armadio è un mobile realizzato principalmente in legno che si trova solitamente nelle camere da letto. Questo mobile, chiuso da ante, è costituito da un unico corpo ed è di notevole altezza, che può essere accentuata quando l’armadio è decorato con una cornice. La funzione di questo mobile è quella di contenere abiti o biancheria da casa su ripiani, nei cassetti o nelle appendiabiti. Esistono tre tipi di armadi. L’armadio guardaroba, dove è possibile appendere i propri indumenti; l’armadio per la biancheria, dotato di ripiani dove riporre la biancheria piegata; e, infine, l’armadio misto, che consente entrambi gli usi ed è consigliato in assenza di un comò. Le ante dell’armadio sono generalmente a due battenti, ma si trovano anche armadi a quattro ante chiamati cassettoni. L’armadio a specchio è un mobile le cui ante sono dotate di specchi.

Per scegliere un armadio, occorre tenere conto delle sue dimensioni, del suo stile e della sua funzionalità. Per quanto riguarda i materiali, la preferenza nella realizzazione di questo mobile va al legno. Questo materiale conferisce all’armadio uno stile antico, grazie alla riproduzione di modelli del passato, oppure uno stile moderno utilizzando essenze come la betulla, il faggio o l’acero sbiancato abbinato all’acciaio inossidabile. I colori attualmente in voga sono i grigi, i blu e gli arancioni, che lasciano intravedere le venature del legno. Da notare che, se l’armadio è destinato a essere collocato in una camera da letto di piccole dimensioni, è preferibile che questo mobile sia in legno o in un materiale chiaro, il che attenuerà l’aspetto massiccio e imponente dell’armadio.

L’origine della parola «armadio» risiede nella sua funzione originaria. Infatti, questo mobile era destinato alla conservazione delle armi. Alla fine del Medioevo fece la sua comparsa un mobile romano chiamato «armorium». Chiuso da due ante e dotato di ripiani, conteneva tessuti e indumenti. L’armadio moderno discende direttamente dall’armorium. L’armorium ha un aspetto massiccio, con un’ampia base, chiuso da due ante nella parte superiore e dotato di cassetti nella parte inferiore, sormontato da un imponente cornicione che gli conferisce un aspetto monumentale. Fu solo nel XVI secolo che l’armadio si diffuse gradualmente nelle abitazioni. Nello stesso periodo fece la sua comparsa la credenza. A differenza del mobile già esistente, la credenza è costituita da due corpi sovrapposti e chiusa da quattro ante. La credenza sarà all’origine dell’idea di sovrapporre diverse parti di un mobile. Alla fine del XVII secolo e all’inizio del XVIII, periodo di opulenza, l’armadio, come il resto dell’arredamento, conta più per la sua estetica che per la sua funzionalità. Si tratta sempre di un armadio a due corpi, la cui parte inferiore è dotata di cassetti, ma in questo caso le ante sono ornate da specchi di diverse forme o da rilievi a punta di diamante. Anche la cornice presenta una decorazione molto ricca. Quanto agli spigoli dell’armadio, sono impreziositi da pilastri o colonne. Da notare che nello stesso periodo, André-Charles Boulle darà il suo nome a una tecnica di impiallacciatura dei mobili mediante intarsio. Nel XVIII secolo si realizzano armadi piuttosto bassi, alti circa 1 m, decorati con intarsi. I modelli precedenti di armadi più imponenti permangono e vengono dipinti oppure presentano un aspetto più essenziale. Alla fine del XVIII secolo e all’inizio del XIX, l’armadio subisce una trasformazione. Diventa meno imponente e viene impreziosito da una vetrina o da un reticolo in ottone. Nella seconda metà del XIX secolo, l’armadio è generalmente dotato di due o addirittura tre specchi. Nella prima metà del XX secolo, l’armadio si fonde con l’arredamento e si notano solo le sue ante dipinte o decorate. La funzionalità e, di conseguenza, la disposizione interna diventano le priorità. Infine, al giorno d’oggi, l’armadio è un mobile che vuole esprimere non solo il suo lato funzionale, ma anche la sua estetica.

Cassettiera


Il comò è un mobile non molto alto dotato di ampi cassetti, sul davanti e talvolta sui lati, dove è possibile riporre biancheria o oggetti vari. Alcuni modelli di comò sono più noti di altri. È il caso del chiffonnier, che ha origine durante il periodo della Reggenza. Si distingue in particolare per la sua forma, con un’altezza maggiore rispetto alla larghezza, e per il fatto che il piano è solitamente in marmo. Derivato dallo chiffonnier, il semainier ha la particolarità di presentare sette cassetti corrispondenti ai sette giorni della settimana. La cassettiera Luigi XV rappresenta l’apice di questo mobile. Infatti, in quell’epoca, la cassettiera era al culmine del suo splendore. Siamo nel XVIII secolo, quando questo mobile si caratterizzava per un tocco femminile e presentava uno stile armonioso, pieno di grazia, raffinatezza e delicatezza. La sua forma è bombata, sinuosa ed è spesso decorata con intarsi. Meno massicce rispetto ai modelli precedenti, le cassettiere Luigi XV sono realizzate in ciliegio, tulipier o anche in palissandro. Anche il marmo e le lacche vengono utilizzati sulle cassettiere Luigi XV.

La cassettiera risale alla fine del XVII secolo. A quell’epoca, si trattava di un mobile nuovo, frutto della fusione tra scrivania, tavolo, cassapanca e armadio, la cui denominazione rimaneva ancora indefinita. Solo nel 1708 compare la denominazione «comò». Poco dopo fa la sua comparsa il comò a tomba. Questo mobile è una sorta di lungo baule dotato di piedi a balaustra o a forma di trottola, che presenta tre o quattro cassetti. La cassettiera a tomba è decorata con bronzi dorati e il suo piano è in legno o in marmo. Si tratta di un mobile robusto e imponente. Alla cassettiera a tomba seguirà un altro modello di cassettiera, questa volta rialzata sui piedi, dotata di soli due cassetti e dalle linee più slanciate. Per il momento, tutti questi modelli sono rivestiti con impiallacciatura di palissandro, legno di violetta o amaranto. Dopo questo periodo, si raggiungerà l’apogeo di questo mobile con la cassettiera Luigi XV. Alla fine del XVIII secolo, la cassettiera presenta linee più rettilinee (sebbene alcuni modelli siano a mezzaluna) e le sue gambe tornite sono spesso scanalate. Nel periodo del Direttorio, la cassettiera presenta tre o quattro cassetti e si nota la quasi totale scomparsa delle finiture in bronzo. Nello stesso periodo, la cassettiera si diffonde anche nelle province, mentre fino ad allora era essenzialmente un mobile parigino. La cassettiera provinciale riprende, con maggiore essenzialità, i modelli parigini in stile Reggenza e Luigi XV. Sono realizzate in legno massiccio come il ciliegio, il noce o la quercia. Nel XIX secolo, l’evoluzione della cassettiera subisce una battuta d’arresto. Da notare solo la sua produzione in serie grazie alla meccanizzazione della lavorazione. Alla fine del XIX secolo e nell’epoca dell’Art Nouveau, la cassettiera cade in disuso poiché è un mobile in controtendenza rispetto a questo stile artistico. Al contrario, durante la prima metà del XX secolo, si inserisce perfettamente nello stile Art Déco. Attualmente, la cassettiera rimane un mobile funzionale che suscita interesse per le sue possibilità di contenimento.

Scrivania


Il termine «scrivania» deriva dall’antico francese «burel», che nel Medioevo indicava un tessuto grezzo. Successivamente, si trasformò in un tappeto e infine in un tavolo utilizzato per fare i conti. La scrivania è un mobile dotato di un piano e, a seconda dei modelli, di cassetti, ripiani, cassettoni o vassoi rimovibili. A partire dal XVII secolo, vennero proposte diverse forme di scrivanie. I più noti sono la scrivania a cilindro, la scrivania Mazarin o ancora la scrivania da ministro.

Oggi, le più diffuse sono le scrivanie progettate appositamente per ospitare le apparecchiature informatiche, ma anche le scrivanie angolari. Queste ultime possono essere collocate sia al centro di una stanza che in uno dei suoi angoli, se si tratta di uno spazio ristretto. Questo mobile garantisce un risparmio di spazio, offrendo al contempo all’utente un’ampia superficie di lavoro. Da notare che qualsiasi tipo di scrivania dovrà essere abbinata a una sedia da ufficio ergonomica di qualità.

Armadio e scarpiera


Un armadio o una scarpiera possono avere una capacità di stoccaggio compresa tra sei e quarantotto paia di scarpe. Questa media è stata calcolata su una combinazione di modelli da uomo e da donna. L’ingombro di questo mobile è minimo, poiché la sua profondità varia in media da 15 a 35 cm. È quindi possibile collocarlo in un corridoio non molto ampio. Tuttavia, grazie all’evoluzione del design degli armadi o dei mobili porta scarpe, non si cerca più di nasconderli e si possono collocare anche in ambienti come la camera da letto o il soggiorno.

Per quanto riguarda il mobile porta scarpe, esistono due modalità di fissaggio: si può optare per un mobile da appoggio oppure per uno da appendere. Da notare che, in quest’ultimo caso, la capacità di contenimento sarà inferiore a causa del peso complessivo del mobile. Inoltre, l’armadio o il mobile porta scarpe possono ora essere dotati di opzioni quali cassetti, freni di chiusura, vani portaoggetti o scomparti a armadio; opzioni che possono rendere questi mobili perfetti per l’ingresso. Un ultimo punto da tenere presente riguarda le differenze tra l’armadio per scarpe e il mobile porta scarpe. Naturalmente, la capacità di contenimento è maggiore in un armadio, ma anche dal punto di vista del design l’armadio per scarpe, ad esempio con finiture a specchio, si adatta meglio ad essere collocato in una stanza diversa dal corridoio d’ingresso. Questa scelta dipenderà innanzitutto dalle esigenze di spazio e dal posto a disposizione per installare questo mobile.

Camera dei bambini

Letto


Il letto per bambini ha solitamente una superficie di riposo di 90 cm x 190 cm. Attualmente, i produttori di questo mobile offrono un'ampia scelta di materiali, colori e forme. Quelli che potremmo definire «letti giocattolo», ovvero a forma di locomotiva, automobile, barca… Attenzione alla lunghezza di questi letti, che a volte è inferiore a 190 cm. Il letto per bambini è disponibile in diversi modelli, al fine di soddisfare al meglio le esigenze delle famiglie e di ottimizzare lo spazio dedicato a questo mobile nella cameretta.

Il letto a soppalco è perfettamente adatto alle camerette di piccole dimensioni poiché offre un reale risparmio di spazio. La zona notte è posizionata in alto e libera così sotto di sé uno spazio considerevole che potrà ospitare tutto o parte del resto dell’arredamento. Il letto a soppalco è dotato di una scaletta per accedere alla zona notte oppure, in versione più divertente, esistono modelli dotati di uno scivolo per scendere. Da notare che questo tipo di mobile è consigliato per i bambini solo a partire dai cinque o sei anni per ovvie ragioni di sicurezza.

Quest’ultimo consiglio vale anche per il letto a castello. Questo mobile viene utilizzato quando più bambini condividono la stessa camera. L’accesso al letto superiore avviene anch’esso tramite una scaletta e deve essere dotato di una sponda di sicurezza. Inoltre, questo mobile è durevole nel tempo poiché, ad esempio in caso di trasloco a seguito del quale ogni bambino avrà la propria camera, la maggior parte dei letti a castello può essere smontata in due letti singoli. Infine, alcuni modelli di letti a castello sono dotati di cassetti portaoggetti sotto il letto inferiore.

Il letto combinato è indicato per bambini a partire dai sei anni. Questo mobile «tutto in uno» combina in modo intelligente tutti gli elementi d’arredo utili per un bambino. La zona notte è posizionata in alto e, sotto o ai lati, si trovano un armadio, una scrivania su rotelle, cassetti per riporre oggetti e una moltitudine di mensole o nicchie… Il letto combinato consente di risparmiare spazio nelle camere di dimensioni ridotte, ma permette anche di destinare lo spazio così liberato al mondo del gioco, attività fondamentale per i bambini.

Comodino


Il comodino fa parte degli arredi accessori della cameretta. Infatti, questo mobile sarà necessario per un bambino solo a partire dai quattro o cinque anni. Il comodino contribuirà a insegnargli a tenere in ordine la propria cameretta e sul suo ripiano si potranno appoggiare una lampada da comodino e altri oggetti decorativi.

Il comodino può essere dotato all’interno di ripiani o cassetti. In quest’ultimo caso, per maggiore sicurezza, è importante assicurarsi che la chiusura dei cassetti sia rallentata e che l’apertura dei cassetti sia bloccata alla fine della corsa da un sistema di arresto. Le forme, i colori e i materiali di questo mobile sono molto vari. Tuttavia, il legno è il materiale più comunemente utilizzato per questo tipo di mobile.

Armadio


Esistono molti modelli di armadi per bambini: armadi semplici, modulari o evolutivi fino all’età adulta. La scelta di questo mobile dipenderà dall’età del bambino, dalle dimensioni della sua camera da letto e dal design, che dovrà armonizzarsi con il resto dell’arredamento e con lo stile della stanza. L’armadio per bambini unisce funzionalità ed estetica. Infatti, a seconda del modello, questo mobile potrà essere dotato di cassetti, ripiani regolabili, appendiabiti… Le dimensioni dell’armadio dipenderanno dalle esigenze di spazio e si potrà anche scegliere se dotarlo di ante a battente o scorrevoli.

L’armadio per bambini è realizzato in vari materiali come il legno massello, il legno laccato, l’impiallacciatura di legno o persino il metallo. Da notare che, per alcuni modelli, solo la struttura del mobile è in legno ed è rivestita con un tessuto. Il prezzo medio di un armadio per bambini varia da 80 a 360 euro. Questo prezzo dipenderà ovviamente dalla qualità del materiale utilizzato per la realizzazione dell’armadio.

Comò


Il comò è il mobile perfetto in caso di esigenze limitate di spazio per riporre la biancheria o come complemento d’arredo per riporre oggetti vari (ad esempio giochi o libri). La cassettiera può avere da due a otto cassetti ed essere dotata di piedini decorativi, come ad esempio quelli a sfera. Per una maggiore sicurezza e a seconda dei modelli, è possibile fissare il mobile alla parete. Le dimensioni del comò per bambini non superano in genere 1 m di larghezza, 90 cm di altezza e 60 cm di profondità.

Il materiale più utilizzato per la realizzazione di questo mobile è il legno massello. Il pino è la specie legnosa più impiegata e si presenta sia grezzo o verniciato al naturale, sia tinto color miele, laccato o ancora pronto per essere verniciato. Si sta diffondendo sempre di più la cassettiera in rattan intrecciato. I produttori utilizzano questo materiale soprattutto per i frontali dei cassetti, per un risultato esteticamente più gradevole. Come per gli armadi per bambini, esistono modelli di cassettiere per bambini in cui solo la struttura è in legno massello e il rivestimento esterno è in tela. Il budget da prevedere per l’acquisto di una cassettiera per bambini varia tra i 50 e i 360 euro, tenendo presente che il prezzo medio è di 250 euro.

Scrivania


La gamma proposta dai produttori di scrivanie per bambini è molto ampia. Infatti, data la vasta fascia d’età a cui è destinato questo mobile – bambini piccoli, adolescenti o studenti – i modelli sono molto vari. Si trovano così semplici cubetti con sedute integrate, banchi da scuola, scrivanie angolari, scrivanie appositamente progettate per essere inserite sotto un letto a soppalco o ancora scrivanie dedicate all’alloggiamento di materiale informatico.

La scrivania è un mobile disponibile in una moltitudine di forme, colori e stili. Tuttavia, non bisogna dimenticare che il primo criterio nella scelta di una scrivania per bambini è la sua funzionalità. Infatti, il bambino dovrà potersi sistemare comodamente e avere a portata di mano tutto ciò di cui ha bisogno. Per quanto riguarda quest’ultimo aspetto, occorre prestare particolare attenzione alla disposizione interna del mobile, ovvero alla presenza di cassetti, contenitori rimovibili o fissi, ripiani estraibili…

Le dimensioni medie di una scrivania per bambini sono di 75 cm di altezza, 1 m di lunghezza e da 50 cm a 60 cm di profondità. Il materiale utilizzato per la realizzazione della scrivania per bambini è generalmente il legno massello in tutte le sue essenze. Tuttavia, si trova anche l’impiallacciatura di legno. Tenendo conto di tutti questi elementi, la fascia di prezzo è piuttosto ampia, ma si può stimare che i modelli base di questo mobile siano accessibili a poche decine di euro e che il prezzo massimo non superi i 500 euro.

Sedia


La sedia per bambini è un mobile che consentirà al bambino di sedersi alla scrivania o al tavolo della propria camera, oppure di fronte al tavolino del salotto per disegnare o giocare. Esistono sedie per bambini in molteplici forme e colori. I colori spaziano dai toni pastello a quelli più vivaci. Alcuni modelli di sedie per bambini sono decorati secondo un tema specifico, come gli animali, il calcio o un determinato eroe dei cartoni animati…

Per i bambini più grandi, a partire dai cinque o sei anni, esistono sedie da scrivania con rotelle. Anche queste sono caratterizzate dalla stessa cura per l’estetica e i colori. Inoltre, la sedia per bambini può essere dotata o meno di braccioli. Per quanto riguarda i materiali di questo mobile, i produttori propongono sedie in legno, plastica, ferro o anche rattan.

Tavolo


Quando il bambino diventa più autonomo, ama trascorrere del tempo nella propria cameretta. In quest’ottica, il tavolo per bambini sarà il mobile ideale. Infatti, questo mobile, adattato alla sua statura, gli consentirà di sedersi comodamente per disegnare o giocare nella propria cameretta, evitando che il bambino debba più sedersi davanti al tavolino del salotto. Oltre alla sua funzionalità, il tavolo contribuirà all’arredamento della cameretta. Infatti, questo mobile è generalmente molto gradevole dal punto di vista estetico e, inoltre, i suoi colori sono spesso molto vivaci. Per quanto riguarda i materiali, si trovano tavoli in legno verniciato, in plastica preformata, in rattan o anche in legno esotico.

Inoltre, alcuni modelli di tavolini destinati ai più piccoli sono dotati, sul piano, di giochi educativi. Altri modelli ancora sono provvisti o di un piano ribaltabile che rivela un vano portaoggetti, oppure di cassetti per riporre matite, colori, giocattoli… Alcuni tavolini sono dotati di una sedia integrata, il che può rassicurare i più piccoli. Infine, va sottolineato che questo mobile per bambini è lavabile con una spugna, ad eccezione dei tavolini in rattan.

Cassapanca per giocattoli


Se c’è un mobile indispensabile in una cameretta, è proprio il baule porta giocattoli. La forma rettangolare è la più diffusa per questo mobile, ma si trovano anche bauli porta giocattoli rotondi, spesso pieghevoli. Esistono anche panche o divanetti che fungono da contenitori per giocattoli, con la seduta sollevabile. In genere, indipendentemente dal modello scelto, sarà dotato di un freno o di un fermo che consente di chiudere il contenitore in tutta sicurezza.

Il materiale più diffuso per la realizzazione dei contenitori per giocattoli è il legno, in particolare il pino, ma si trovano anche modelli in acciaio dalle forme arrotondate o in resina. L’aspetto e i colori di questo mobile sono molto vari e, in linea di massima, saranno abbinati al resto dell’arredamento della camera. Da notare che, per una maggiore praticità, alcuni modelli di cassapanca per giocattoli sono rivestiti con fodere lavabili. Le dimensioni delle cassapanche per giocattoli variano da 30 cm a 40 cm di profondità, 70 cm di lunghezza e un massimo di 50 cm di altezza. Per quanto riguarda i contenitori per giocattoli rotondi, hanno un diametro di 70 cm. Il prezzo di questo mobile varia da 15 a 150 euro.

Camera completa


L’arredamento e la decorazione della cameretta di un bambino subiscono una trasformazione continua man mano che cresce. Sempre più spesso, al momento dell’acquisto di un mobile, sarà necessario tenere conto dei suoi gusti. Inoltre, i mobili dovranno essere adattati o sostituiti. Ad esempio, si passerà dal lettino con le sbarre al letto singolo. La lucina notturna verrà sostituita da una lampada da comodino e/o da una lampada da scrivania.

Lo stesso vale per i box, i tappetini da gioco, i mobili musicali o i peluche, che vengono sostituiti da una scrivania, una sedia, un comodino, un armadio (dove l’appendiabiti è indispensabile) e una grande cassapanca per i giocattoli. La grande sfida è riuscire, pur rispettando un budget, ad armonizzare l’estetica dei nuovi mobili con quella di quelli già esistenti. La soluzione più semplice sarebbe forse quella di rifare completamente la cameretta!

Soggiorno

Divano


Si dice di un divano, un mobile su cui possono sedersi almeno due persone. La seduta di un divano deve essere comoda. Di solito è dotato di braccioli su entrambi i lati. Questo mobile viene solitamente collocato nel soggiorno o nel salotto. I termini utilizzati sono divano, sofa o divan. Va precisato che il termine «sofa» si usa normalmente per indicare una poltrona a tre posti. Naturalmente, i materiali e le forme dei divani sono molteplici. Esiste tuttavia una certa classificazione in base ai modelli, tra cui si trovano ad esempio il divano ad angolo, il divano lineare, il divano letto, il clic-clac o, più recentemente, la panca BZ.

L’origine del divano risale al XVII secolo, durante il regno di Luigi XIII. A quell’epoca si trovava il primo modello di divano, che in realtà era una poltrona. Questo mobile, dal design piuttosto semplice, comprendeva una struttura in legno, sedute imbottite e braccioli. Il tutto era rivestito in pelle sbalzata, in tessuto o in tappezzeria riccamente decorata. Grazie al suo comfort, questo mobile era solitamente utilizzato per conversare. Successivamente, lo stile Luigi XIII sarà sostituito dai divani in stile Luigi XIV, caratterizzati da una forma rigida e austera. Durante la Reggenza, braccioli più arretrati e gambe ricurve contribuiranno ad ammorbidire questo aspetto. Già ergonomici, i divani in stile Luigi XV presentano schienali curvi che seguono la forma della volta della schiena. Inoltre, i divani Luigi XV sono più raffinati e confortevoli e, soprattutto, meno massicci. Seguono poi i divani in stile Luigi XVI con schienali dritti e semplici, ma caratterizzati da una decorazione molto raffinata. Successivamente, si trovano i divani in stile Direttorio, che traggono ispirazione diretta dall’estetica romana. Per quanto riguarda i divani in stile Impero, questi hanno tratto ispirazione dall’arte egizia. Durante la Restaurazione, il materiale utilizzato per la realizzazione dei divani era essenzialmente il legno chiaro. La loro decorazione era caratterizzata da arabeschi in palissandro o amaranto e da una seduta molto morbida. Successivamente, l’Art Nouveau applicherà il proprio concetto di linee curve ai divani. Al contrario, negli anni 1920-1930, l’Art Déco influenzerà la produzione dei divani imponendo linee semplici e forme diritte. L’ampia gamma di divani che si trova oggi è il risultato di tutte queste epoche con stili molto diversi tra loro.

Con tutti questi modelli di divani, la scelta può sembrare complicata al momento dell’acquisto di questo mobile. Infatti, non basta soffermarsi sulla struttura, sulle finiture o sui colori. Innanzitutto, è importante valutare attentamente lo spazio destinato al divano nella stanza in cui verrà collocato; questo ne definirà le dimensioni. Poi, bisogna decidere quale uso si farà di questo divano e quindi quale tipo di mobile sarà più appropriato, ovvero un divano lineare, un divano ad angolo o ancora un divano letto. Il criterio successivo riguarda il numero di posti a sedere che il divano dovrà offrire. È bene tenere presente che, tenendo conto ovviamente dello spazio a disposizione, più posti a sedere ci saranno, meglio sarà. Infatti, il divano è il mobile più utilizzato quando si ricevono familiari o amici ed è sempre difficile trovare un posto a sedere per tutti. Infine, occorrerà scegliere il tipo di rivestimento del divano. Per questa scelta, ognuno darà libero sfogo alle proprie preferenze. Tuttavia, nel caso della pelle, ad esempio, occorre prestare particolare attenzione alla sua qualità e sarà preferibile optare per la pelle pieno fiore. Da notare, infine, che si può prestare attenzione anche all’imbottitura del divano. Per garantire la qualità, le schiume di imbottitura dovranno essere ad alta resilienza, il che consente una memoria di forma, e avere una densità superiore o pari a 20 kg/m³. Infine, è bene ricordare che è preferibile acquistare un divano in un negozio specializzato nella vendita di questo tipo di mobili. Infatti, lì si troverà un’ampia gamma di prodotti e si potrà avere accesso a tutti i consigli desiderati da parte di professionisti.

È opportuno esaminare più da vicino alcune tipologie di divani. Il divano ad angolo è un elemento d’arredo che conferisce equilibrio al salotto. Infatti, per definizione, questo divano forma un angolo retto e viene solitamente collocato in un angolo del salotto. Ciò significa che riempie gli angoli solitamente inutilizzati di una stanza arredata con un divano lineare. Un altro aspetto non trascurabile è che il divano ad angolo offre un numero molto maggiore di posti a sedere. Da notare che questo mobile presenta un angolo a destra o a sinistra e può quindi inserirsi in qualsiasi configurazione. Il divano ad angolo è un mobile che crea un’atmosfera conviviale e offre grande comfort.

Il divano letto è un mobile 2 in 1 che offre sia la funzione di divano che quella di letto. È particolarmente adatto agli spazi ridotti in cui l’organizzazione degli spazi rappresenta un problema. Il suo utilizzo può essere occasionale o regolare. In quest’ultimo caso, è necessario optare per un divano dotato di un meccanismo di apertura rapido e semplice. Inoltre, occorre prestare attenzione alla qualità del materasso in termini di spessore e densità dell’imbottitura. Un buon materasso deve avere uno spessore di almeno 6 cm ed essere imbottito, preferibilmente, con schiuma ad alta resilienza.

Il divano in pelle è sicuramente uno dei mobili più comodi e il cui rivestimento è il più robusto e quindi durevole. La scelta ideale in questo ambito è la pelle pieno fiore tinta in massa in tini con anilina. Tuttavia, per un costo inferiore, l’alternativa può essere la pelle semi-pieno fiore. È invece meglio evitare di scegliere un divano in crosta di pelle. Si tratta infatti di una pelle ricavata dalla parte inferiore della pelle e risulta fragile. Altri tipi di pelle da evitare sono la pelle in PVC e la pelle ristampata, anch’esse di scarsa qualità. Infine, è importante ricordare che anche per un divano con rivestimento in pelle di alta qualità sarà necessaria una buona manutenzione regolare.

Tra i divani in tessuto, troviamo il divano in microfibra. Il tessuto in microfibra è un tessuto sintetico sottoposto a una filatura molto fitta. Di conseguenza, questo tipo di rivestimento è particolarmente resistente alla polvere e alle macchie. D’altra parte, il divano in tessuto offrirà un eccellente comfort e un tocco estetico al salotto. Per la manutenzione quotidiana di questo mobile, si utilizzerà una spazzola a setole morbide, quindi si passerà l’aspirapolvere per eliminare la polvere. Per rimuovere una macchia, si posiziona sopra un foglio di carta assorbente per tamponarla, quindi si applica uno smacchiatore adatto e, infine, si risciacqua e si asciuga. Più occasionalmente, è possibile effettuare una pulizia più approfondita utilizzando uno shampoo liquido per mobili o una schiuma a secco; al termine, sarà necessario risciacquare e lasciare asciugare.

Divano letto


Il clic-clac è una sorta di divano letto con struttura metallica. Per aprirlo e metterlo in posizione letto, basta spingere lo schienale in avanti fino all’arresto e poi riportarlo indietro. Il rumore caratteristico di questo meccanismo di apertura (un «clic» seguito da un «clac») è all’origine del nome di questo mobile. Il clic-clac può essere un divano molto comodo, a patto di scegliere un mobile di qualità. È importante prestare particolare attenzione alla densità della schiuma, da cui dipenderà il comfort sia della seduta che della superficie di riposo.

Il clic-clac può essere dotato di braccioli, poggiatesta o cuscini. Alcuni modelli sono persino provvisti di un cassetto dove è possibile riporre, ad esempio, i cuscini da notte e altri cuscini decorativi. Come per qualsiasi divano, occorre prestare attenzione alla qualità del rivestimento del mobile, ma soprattutto alla robustezza del telaio, vera e propria struttura portante del divano letto. Il divano letto deve essere in grado di sostenere un peso di 150 chili.

Panca BZ


La panca BZ è un altro tipo di divano letto. L’apertura della panca BZ è molto semplice. Si dispiega in tre parti, come le tre sezioni di una «Z» o come una fisarmonica. A differenza del divano letto a clic-clac, quando ci si sdraia su una panca BZ, si rimane nella stessa direzione in cui si è seduti. Questo è un indubbio vantaggio perché, indipendentemente dalla posizione della panca BZ, il peso totale da sostenere è sempre distribuito equamente su tutta la superficie del mobile. L’usura, quindi, non si concentra sempre nello stesso punto.

Prima di acquistare una panca BZ, è necessario rispondere ad alcune domande. Innanzitutto, lo spazio a disposizione per l’installazione del mobile. L’ingombro di una panca BZ è minimo. Dipenderà comunque dal modello scelto. La panca BZ monoposto, detta anche poltrona BZ o poltroncina BZ, offre una superficie letto di 80 cm x 190 cm o 200 cm. La panca BZ a due posti offre una superficie di riposo di 120 cm x 190 cm o 200 cm oppure di 140 cm x 190 cm o 200 cm. La panca BZ a tre posti offre una superficie di riposo di 160 cm x 190 cm o 200 cm. Alcuni modelli di panca BZ sono dotati di un cassetto che consente di riporre gli accessori utili per la notte. La scelta delle dimensioni determinerà il prezzo della panca BZ, ma anche la qualità scelta. Il prezzo di partenza di questo mobile varia tra i 160 e i 300 euro.

Per quanto riguarda il rivestimento della panca BZ, i colori e i motivi del rivestimento sono disponibili in una varietà infinita. Sarà quindi facile abbinarla all’arredamento della stanza in cui verrà collocata. Tuttavia, è bene sapere che cambiare il rivestimento della propria panca BZ è molto semplice. Infatti, a partire da 30 euro, è possibile acquistare un nuovo rivestimento presso qualsiasi rivenditore specializzato nella vendita di questo mobile.

Infine, è necessario esaminare attentamente un elemento molto importante del divanetto BZ: il materasso. Prima di optare per un modello piuttosto che per un altro, occorre innanzitutto riflettere sull’uso specifico che si intende fare del divanetto BZ. Vale a dire se il divano letto BZ verrà utilizzato più spesso come divano o, al contrario, se sarà la funzione letto a essere impiegata più frequentemente. In tal caso, con quale frequenza: quotidianamente o occasionalmente? Una volta chiariti questi aspetti, sarà necessario orientare la propria scelta in base a tre criteri. Il primo riguarda il materiale del materasso che, in ordine crescente di comfort, può essere in schiuma, in bultex o in lattice. La scelta più conveniente in termini di prezzo è il materasso in bultex. Il secondo criterio riguarda la densità del materasso, che va da 20 a 28 kg/m³ per la schiuma, da 30 a 35 kg/m³ per il bultex e oltre 60 kg/m³ per il lattice. Una densità di almeno 28 kg/m³ sembra essere il minimo. Il terzo e ultimo criterio da considerare è lo spessore del materasso, che varia tra gli 8 cm e i 12 cm. Quest’ultimo aspetto è particolarmente importante per i materassi in schiuma e, in questo caso, è necessario uno spessore di almeno 10 cm.

Poltrona


La poltrona è un mobile che fa parte della famiglia delle sedute. Particolarmente comoda, è monoposto. La poltrona è composta da una base, una seduta, uno schienale e braccioli. L’imbottitura delle poltrone tradizionali è in crine o a molle, mentre, in chiave più contemporanea, si utilizzano generalmente schiume sintetiche.

Il termine «poltrona» compare nel 1636. In precedenza, si parlava di «caquetoire», sedia o «chaire», oppure di «faudesteuil». Nel XVII secolo, sotto il regno di Luigi XIII, si distinguono due categorie di poltrone: quella destinata al lavoro o ai pasti, dotata di uno schienale basso, e quella destinata al riposo, con lo schienale più alto. Le gambe sono a forma di rosario o a colonna a spirale e sono in legno tornito. Questa base è rinforzata da un traverso a «H». I braccioli sono rettilinei e appiattiti.

Sotto il regno di Luigi XIV, questo mobile si evolve e lo schienale diventa più alto e più inclinato. La larghezza e la profondità della seduta aumentano. In questo periodo si apprezza particolarmente la base a forma di «osso di pecora». Il rinforzo ha la forma di una «X». Quanto ai braccioli, sono più arrotondati. Durante la Reggenza, il comfort viene accentuato e la decorazione è più raffinata; il legno è scolpito con delicatezza e i rivestimenti sono più discreti. Lo schienale torna ad assumere una posizione più verticale. È meno alto e curvato. Non c’è più il traverso e le gambe sono ricurve. La distanza tra i braccioli è maggiore a causa della moda femminile dell’epoca. Lo schienale delle poltrone Luigi XV forma una cavità e i braccioli diventano sempre più piccoli. Si accentua la delicatezza delle decorazioni modanate o scolpite. Le gambe sono bombate.

In questo periodo si assiste a un’innovazione. Infatti, sempre più spesso questo mobile viene verniciato. A tal fine si utilizzano colori luminosi come il blu, il bianco o il verde chiaro. Durante la Transizione, la poltrona presenta due aspetti distinti che contrappongono le gambe allo schienale. Se uno di questi due elementi è bombato o ricurvo, l’altro avrà una forma più rettilinea, e viceversa. A seguito di queste poltrone tradizionali, presenti fino all’inizio del XX secolo, l’Art Déco si approprierà di questo mobile e vi applicherà i propri principi ispirati al cubismo, che predicano linee semplici e forme diritte.

Esiste una moltitudine di modelli di poltrone. Tuttavia, alcuni sono più diffusi di altri. A cominciare dalla «bergère», una poltrona risalente al 1720 con schienale imbottito, dotata di guance laterali, braccioli e cuscini sulla seduta. Le sue forme e i suoi modelli si sono evoluti nel corso dei secoli. Più arrotondata durante il regno di Luigi XV, assumerà un aspetto più austero sotto il regno di Luigi XVI e le sue dimensioni si ridurranno nel corso del XIX secolo. Ancora oggi si trovano poltrone bergère in stile Maria Antonietta, Pompadour, a gondola, con orecchie o con mantovana. Un altro modello di mobile molto noto è la poltrona club. Risale all’inizio del XX secolo ed era chiamata, all’epoca, «poltrona comoda». Le sue forme sono completamente diverse durante i periodi dell’Art Nouveau e dell’Art Déco e si diversificano ulteriormente dopo la seconda guerra mondiale. Classificate in base allo schienale, si trovano allora la poltrona club «a baffi» o ancora la poltrona club «a cappello da gendarme». Tuttavia, la forma più diffusa e commercializzata al giorno d’oggi è quella dalle linee molto arrotondate. In origine, la seduta, lo schienale e i braccioli di questo mobile erano dotati di molle biconiche e imbottiti con crine vegetale. Successivamente, si sono utilizzate molle «no-sag» o cinghie elastiche e l’imbottitura è diventata in schiuma sintetica. Anche il rivestimento si è evoluto nel corso degli anni. Si potevano trovare poltrone club in similpelle, velluto, pelle di vacchetta o bycast. Tuttavia, il rivestimento che costituisce il vero segno distintivo della poltrona club è la basana. Si tratta di una pelle di pecora dalla grana molto fine che, nel lungo periodo, conferisce a questo mobile una patina originale.</p>

Pouf


Un pouf è una piccola seduta costituita da un rivestimento imbottito con vari materiali e che viene collocata in salotto. Il suo nome ricorda il rumore che si sente quando una persona si siede su questa seduta. Il pouf è il complemento d’arredo perfetto per poltrone o divani. Può fungere da seduta, essere utilizzato come poggiapiedi o trasformarsi in tavolino.

Il termine “pouf” deriva dalle lingue araba e ottomana. In origine, il pouf proviene dal Medio Oriente e dal Maghreb. Si tratta di un semplice cuscino, senza braccioli né schienale, che permette di sedersi vicino al pavimento attorno a un tavolo e di servirsi dal piatto unico posto su di esso. In Marocco si acquistano pouf in pelle decorati con motivi locali che sono «vuoti». L’imbottitura è realizzata con vecchi giornali e stracci. Questo complemento d’arredo è apparso in Francia nel XIX secolo. Il suo aspetto era leggermente diverso poiché, in realtà, si trattava di sgabelli bassi i cui piedi erano nascosti dai tessuti e dai volant con cui erano rivestiti. Tuttavia, alla fine del XIX secolo, il pouf ha acquisito sempre più popolarità e oggi è parte integrante dell’arredamento quotidiano. Da notare che il pouf, come gli altri mobili, segue le tendenze del momento ed è per questo che attualmente si trovano pouf realizzati con materiali di recupero o in fibre naturali.

Le forme, i colori, le dimensioni e i materiali disponibili sul mercato sono molto vari. Per quanto riguarda le forme, si può scegliere tra il pouf classico, ovvero piatto e cilindrico, il pouf marocchino, il pouf rotondo, quadrato o a forma di pera. Attualmente, la maggior parte dei modelli di questo complemento d’arredo è imbottita con palline di polistirolo o altre palline sintetiche che consentono al pouf di adattarsi perfettamente alla posizione scelta da chi lo utilizza. Per quanto riguarda i rivestimenti, i più diffusi sono la pelle e il tessuto, ma si possono trovare anche rivestimenti in plastica e derivati di tessuti in cotone o poliammide.

Tavolino


Il tavolino, detto anche tavolino da salotto, è di altezza ridotta in modo che le persone sedute attorno ad esso su poltrone o divani possano prendere o appoggiare ciò di cui hanno bisogno. Questo mobile è costituito da un piano che poggia su una base e può essere dotato di cassetti, ripiani o vani portaoggetti. Oltre alla sua funzione pratica, il tavolino può essere considerato un elemento decorativo e, in questo caso, vi si possono disporre soprammobili, fiori…

Esistono tavolini da salotto in tutte le forme classiche, ma anche in forme più sorprendenti come quella ovale, a ciottolo o altre ispirazioni dei designer. Per quanto riguarda i materiali, il più utilizzato è il legno, come il teak, la quercia, il pino, il mogano o ancora il wengé. Il vantaggio è che un tavolino in legno si adatta a qualsiasi stile d’arredo. Il tavolino in ferro battuto conferirà maggiore leggerezza a questo complemento d’arredo e consentirà forme originali. Eleganza e raffinatezza saranno i punti di forza di un tavolino in vetro. I tavolini laccati a colori ravviveranno il salotto. Infine, i tavolini intrecciati conferiranno un’atmosfera rilassante e daranno un tocco di esotismo alla stanza.

Soggiorno

Tavolo da pranzo


Un tavolo è un mobile costituito da un piano d’appoggio che poggia su quattro gambe o su un unico piede. Inizialmente, il tavolo veniva utilizzato per consumare i pasti. Questa concezione risale al Medioevo. A quell’epoca, il tavolo era costituito da un piano rimovibile, spesso realizzato con listelli di legno, che veniva appoggiato su cavalletti. Infatti, la popolazione non era ancora completamente sedentaria e i mobili venivano trasportati ogni volta che ci si spostava. Da notare che è proprio qui che si trova l’origine dell’espressione «mettere o apparecchiare la tavola», che all’epoca assumeva tutto il suo significato. Destinato all’uso domestico, il tavolo unisce funzionalità ed estetica ed è, generalmente, abbinato a un insieme di sedie. A seconda dei periodi, il tavolo sarà oggetto di attenzione da parte dell’artigianato o, più tardi, dell’industria. Nel concetto di tavolo si nascondono due elementi impliciti: la tavola imbandita, ovvero l’insieme dei commensali, e il contenuto del tavolo. In tutte le epoche, e ancor più al giorno d’oggi, il tavolo da pranzo è un mobile che riunisce le persone.

I tavoli vengono realizzati in base alla loro destinazione d’uso e alle abitudini delle persone. Esiste una differenza tra un tavolo da pranzo e un tavolo da cucina. Allo stesso modo, la concezione di questo mobile non sarà la stessa a seconda che ci si sieda su una sedia, ci si sdrai su un divano o ci si accovacci su cuscini o divanetti. Si trovano tavoli da pranzo di ogni forma. Per quanto riguarda i materiali, la gamma è piuttosto ampia, ma i più comuni sono il legno, il vetro, la plastica o il metallo. Infine, a seconda dei modelli, il tavolo potrà essere dotato di prolunghe, cassetti portaoggetti, un sistema di regolazione in altezza, gambe pieghevoli o persino essere ripiegabile o appeso alla parete.

Consolle


Una consolle è considerata un tavolino ausiliario. Destinata all’uso domestico, viene solitamente collocata lungo una parete, il più delle volte nella sala da pranzo o nel salotto. Il suo impiego più frequente è quello di ospitare ogni sorta di oggetti decorativi, dato che essa stessa è un elemento d’arredo che deve armonizzarsi con il resto dell’arredamento della stanza. All’occorrenza, la consolle può essere spostata, ma tornerà immediatamente al suo posto dopo l’uso.

L’origine delle consolle risale al regno di Luigi XIV; sono realizzate in legno intagliato, dipinto o dorato. I loro piani sono in marmo. In quell’epoca, la decorazione di questo mobile era molto ricca. Si notano la presenza di mascheroni o di foglie d’acanto; la fascia centrale è ornata da una testa in rilievo, il piano è decorato con motivi vegetali, le gambe sono a candelabro o ricurve e la traversa è decorata con un vaso. All’epoca della Reggenza e di Luigi XV, la consolle vive il suo momento di massimo splendore. La sua decorazione è ancora più accentuata e le gambe sono generalmente a forma di «S». Durante il regno di Luigi XVI, l’aspetto della consolle diventa più sobrio. Impreziosita da elementi in bronzo, è realizzata in mogano e presenta tonalità chiare. La grande novità risiede nel fatto che compaiono alcuni modelli dotati di un ripiano inferiore che unisce le gambe. Nasce così la «console di servizio» o «console servante». Nel XIX secolo, l’aspetto di questo mobile è influenzato dai modelli greci, romani ed egizi. La consolle è rettangolare e imponente, le finiture in bronzo sono sempre presenti, il piano è in marmo o in legno, le gambe sono a colonna o a cariatidi con rivestimento e il mobile è dotato di un cassetto perimetrale.

Sedia


La sedia è un mobile destinato a fungere da seduta. È composta da una seduta di dimensioni medie comprese tra 45 cm e 55 cm, da quattro gambe talvolta rinforzate da un traverso, a volte da braccioli e da uno schienale. Quest’ultimo, a seconda dei modelli, è separato dalla seduta da uno spazio vuoto che consente la ventilazione, ma la sua altezza può anche superare quella della testa. La sedia può essere abbinata ad accessori come un poggiapiedi chiamato «ottomana» o un poggiatesta. Da notare che, dal 2008, la sedia è il simbolo della manifestazione «Interval» di La Rochelle.

La sedia fece la sua comparsa nelle dimore più lussuose durante il Rinascimento. Si dovette attendere il XVIII secolo perché questo mobile si diffondesse tra le classi popolari. Nel Rinascimento, la sedia era dotata di un piccolo schienale, che mantenne anche sotto Luigi XIII, ma divenne più comoda grazie all’imbottitura in giunco o in batuffoli di crine racchiusi in rivestimenti di tessuto, tappezzeria o pelle. La sedia conserva i braccioli in legno tornito originali e le gambe, rinforzate da un traverso a «H», sono anch’esse in legno tornito, ma anche a grappolo o a colonna a spirale. Con il regno di Luigi XIV, aumentano le dimensioni dello schienale e della seduta. Va di moda la base a «osso di pecora» che, in generale, è più elaborata e presenta un rinforzo a forma di «X». Durante la Reggenza, la sedia è meno massiccia e presenta una forma più ricurva, tranne lo schienale che rimane verticale e piccolo. Le gambe sono sinuose e, gradualmente, prive di traversa. Lo stile Luigi XV accentuerà l’estetica della Reggenza, compreso lo schienale, che diventerà concavo a partire dal 1730. Non vi saranno evoluzioni degne di nota nei periodi successivi, se non alcuni cambiamenti di natura estetica.

Nel corso della storia della sedia si sono susseguiti innumerevoli modelli diversi, talvolta dovuti a un uso specifico o a una dotazione innovativa. È il caso della sedia pieghevole, la cui origine risale all’antichità e il cui miglior esempio è la sedia «curule», riservata ai magistrati della Repubblica romana, che potevano così piegare e trasportare la propria sedia. Nel Medioevo, la sedia pieghevole era comunemente un arredo liturgico. Oggi, la sedia pieghevole si ripiega proprio per poter essere trasportata. Per questo deve essere leggera e facile da riporre. La sedia pieghevole è generalmente una sedia ausiliaria.

Credenza


La credenza è un mobile non molto alto, dotato di due o tre ante e destinato alla conservazione delle stoviglie. Alcuni modelli sono completati da un secondo mobile appoggiato su quello principale, di profondità inferiore. In questo tipo di mobile, la parte superiore è riservata alla sistemazione dei bicchieri. La credenza ha lo scopo innanzitutto di essere un mobile funzionale da collocare in sala da pranzo. Solitamente in stile rustico, oggi si trovano credenze dal design molto raffinato. Le varianti più note della credenza sono l’argentier, la credenza da cucina, il carrello da servizio, il vaisselier, il dressoir, la bonnetière o il bahut.

Il bahut era in origine una cassa da viaggio in pelle dal coperchio bombato, utilizzata per trasportare tutti gli effetti personali delle popolazioni non ancora stanziali. La bonnetière ha origine in Normandia e, dopo il suo periodo di massimo splendore nel XVIII secolo, si diffuse nelle regioni limitrofe e poi nel resto del paese. Il suo nome deriva dal suo utilizzo. Infatti, era destinata a riporre copricapi e cuffie. Di dimensioni intermedie tra un comò e un armadio, la bonnetière è dotata di un’unica anta, provvista di ripiani e sormontata da una cornice. Si tratta di un mobile molto tipico delle diverse regioni ed è per questo che se ne trovano modelli in legno naturale, sia semplici che più sofisticati.

Libreria


La libreria è un mobile dotato di ripiani destinati a contenere libri o anche alcuni oggetti decorativi. I ripiani possono essere rimovibili per poter modulare la distanza in altezza. Per maggiore sicurezza, la libreria viene generalmente fissata alla parete o al pavimento. Alcuni modelli di libreria sono dotati di ante, che impediscono alla luce, all’umidità o alla polvere di danneggiare i volumi. Queste ante sono traforate o vetrate per consentire di vedere i titoli dei libri. In origine, i libri venivano impilati nelle librerie o disposti in piedi, ma con il dorso rivolto in avanti, poiché il titolo del libro era scritto in quel punto sul fermaglio o su una striscia di cuoio, pergamena o velina. Fu solo con l’invenzione della stampa, grazie alla quale la pubblicazione dei manoscritti si moltiplicò, che il titolo venne riportato sul dorso del libro e si diffuse l’abitudine di sistemare il libro con il dorso rivolto verso la parte anteriore della libreria.

Per molto tempo, il materiale utilizzato per la realizzazione delle librerie fu essenzialmente il rovere e questa essenza rimane molto diffusa sul mercato attuale. L’Inghilterra vanta librerie molto antiche, in particolare all’Università di Oxford, allestite negli anni 1598-1599. In Francia, nel XVIII secolo, le librerie erano oggetto di una lavorazione particolarmente raffinata. Si trovavano mobili in legni pregiati come il mogano e il palissandro, impreziositi da bronzi cesellati o sbalzati. Nel XX secolo, le biblioteche pubbliche si sono diffuse e traboccano di volumi. I mobili sono stati quindi adattati e si trovano, ad esempio, al British Museum, una libreria in ferro con ripiani rivestiti di pelle di bue; alla Biblioteca del Congresso di Washington D.C., i mobili sono in acciaio; e alla Fitzwilliam Library di Cambridge, la libreria è in ardesia.

Mobile TV


Il mercato dei mobili TV si è notevolmente sviluppato negli ultimi anni. Infatti, la maggior parte delle case è dotata non solo di televisori, ma anche di dispositivi che è necessario riporre (lettori DVD, masterizzatori, console per videogiochi…). Il mobile TV è quindi diventato indispensabile ed è importante scegliere con cura quello che meglio risponde alle nostre esigenze. Innanzitutto, l’ingombro del mobile TV deve essere adeguato alle dimensioni della stanza, ma anche le sue dimensioni devono essere sufficienti per ospitare il televisore, tenendo conto sia delle sue dimensioni che del suo peso. Per quanto riguarda i dispositivi, il mobile TV deve poterli ospitare tutti, ma anche nascondere tutti i cavi di collegamento in vani o colonne passacavi. Naturalmente, occorre anche riflettere attentamente sulla posizione del mobile TV. Si consiglia di posizionare il televisore a una distanza pari a tre o quattro volte l’altezza dello schermo rispetto al divano. Inoltre, lo spazio dedicato all’installazione del mobile TV deve essere sufficiente affinché lo schermo posizionato sopra possa essere adeguatamente ventilato. Infine, il mobile TV deve essere posizionato vicino alla presa dell’antenna per ovvie ragioni.

Il mobile TV deve essere esteticamente gradevole, funzionale ma anche molto robusto. Infatti, il peso totale degli apparecchi che deve sostenere è talvolta molto elevato. Si trovano mobili TV in legno, metallo o vetro. Esistono due modelli principali di mobile TV: quello da appoggio a terra e quello da fissare alla parete. Nel primo caso, si potrà scegliere un mobile TV con o senza rotelle. Nel secondo caso, occorre scegliere un supporto a parete in base al peso e alle dimensioni del televisore. È inoltre necessario prestare attenzione al sistema di fissaggio. Il sistema di fissaggio a filo offre una leggera distanza tra lo schermo e la parete, mentre il sistema articolato consente una maggiore libertà per quanto riguarda la distanza dalla parete. Da notare che esistono anche mobili TV angolari che offrono un vero e proprio risparmio di spazio garantendo al contempo un’installazione perfetta. Il mobile TV può anche essere dotato di ante o ripiani. Il mobile TV con ante permette di nascondere i vari oggetti riposti al suo interno, ma richiede più spazio per l’apertura delle stesse. Tuttavia, le ante scorrevoli possono rappresentare un buon compromesso. Da notare che esistono anche mobili TV simili a librerie, pensati per riporre CD o DVD.

Cucina

Mobili da cucina


I mobili da cucina sono indispensabili per riporre stoviglie, pentole, prodotti per l’igiene o generi alimentari. Quattro sono le attività principali che caratterizzano la cucina: la preparazione dei cibi, la conservazione degli alimenti, la cottura e la pulizia. I mobili da cucina sono realizzati in diversi materiali.

Il melaminato, che può essere laccato o riverniciato a spruzzo in qualsiasi colore, è particolarmente indicato per i mobili da cucina. Ha il vantaggio di essere facile da pulire, robusto ed economico, ed è disponibile in molti colori, tra cui quelli vivaci tipici del Formica. Il suo grande difetto è la banalità, ma anche il fatto che col tempo si deteriorerà o la vernice si sfalderà.

Il metallo, a condizione che sia abbinato al legno, al cemento o alla pietra per smorzare l’effetto dell’ambiente. Ha il vantaggio di essere sano, solido, raffinato, sobrio e di riflettere la luce nel caso di metalli lucidi come l’acciaio inossidabile. Il suo principale svantaggio è che ha un costo piuttosto elevato, ma anche che si sporca facilmente.

Il vetro può essere abbinato al legno o al metallo. Bisognerà assicurarsi che si tratti di vetro temperato e che gli angoli siano arrotondati per una maggiore sicurezza. Il vetro ha il vantaggio di essere di facile manutenzione, di avere un’estetica molto attuale, di essere robusto e salubre e, inoltre, riflettendo la luce, amplifica lo spazio abitativo. D’altra parte, il vetro è delicato, soprattutto ai bordi, ed è piuttosto costoso.

Il legno si abbina molto bene al metallo, al vetro e alla pietra. Il legno ha il vantaggio di essere di facile manutenzione e conferisce all’ambiente un’atmosfera accogliente. È inoltre possibile scegliere la sua tonalità, naturale o verniciata. I prezzi del legno massello saranno elevati, mentre quelli del legno impiallacciato saranno inferiori, ma la qualità e la durata non saranno le stesse.

I mobili bassi da cucina vengono installati sotto il piano di lavoro e sono dotati di cassetti, guide o ripiani. Alcuni mobili bassi da cucina sono destinati ad ospitare un forno o un lavello e sono quindi dotati di ripiani, cerniere e guide adeguati. L’altezza media dei mobili da cucina bassi va da 68 cm a 75 cm, tenendo presente che il piano di lavoro si trova a circa 92 cm dal pavimento. I diversi modelli comprendono i mobili da cucina bassi classici con larghezza compresa tra 30 cm e 60 cm o tra 80 cm e 120 cm, i mobili da cucina bassi sotto lavello con larghezza compresa tra 80 cm e 120 cm, i mobili bassi contenitori con due o tre cassetti di larghezza compresa tra 40 cm e 120 cm, da cinque a sei cassetti con larghezza compresa tra 40 cm e 60 cm, oppure i mobili da cucina bassi a profondità ridotta con larghezza compresa tra 30 cm e 120 cm. Da notare che alcuni modelli di mobili da cucina bassi sono realizzati appositamente in base alla loro destinazione d’uso. Si tratta di mobili in cui si conservano il pane, le spezie o le bottiglie. Hanno una larghezza di 30 cm.

I mobili da cucina alti sono posizionati sopra il piano di lavoro e possono ospitare un forno a microonde, un asciugapiatti o un sistema di illuminazione per il piano di lavoro. L’altezza media dei mobili da cucina alti va da 70 cm a 90 cm. I diversi modelli comprendono i mobili da cucina alti classici con larghezza da 30 cm a 100 cm, i mobili da cucina alti con ante vetrate con larghezza da 40 cm a 100 cm, i mobili da cucina alti con ante a battente di larghezza compresa tra 60 cm e 100 cm, i mobili alti da cucina sopra le cappe a cappuccio o telescopiche, con una larghezza adeguata a quella delle cappe standard, pari a 60 cm, oppure i mobili alti da cucina per microonde, con una larghezza di 60 cm corrispondente all’ingombro medio di questo elettrodomestico. Da notare che esistono mobili da cucina alti con scolapiatti, molto pratici in assenza di lavastoviglie e per gli spazi ristretti.

I mobili da cucina angolari a 90° sono progettati per essere installati sotto o sopra il piano di lavoro e colmano così lo spazio vuoto negli angoli della stanza, garantendo al contempo la continuità del piano di lavoro. I mobili da cucina bassi angolari a 90° hanno un’altezza media compresa tra 68 cm e 75 cm. Esistono mobili da cucina bassi angolari a 90° classici, con ante girevoli o sotto lavello con un ripiano. Le dimensioni di tutti questi modelli sono 90 cm x 90 cm. I mobili da cucina alti angolari a 90° hanno un’altezza media compresa tra 70 cm e 90 cm. Esistono mobili da cucina alti angolari a 90° classici o con ante girevoli, tutti con dimensioni di 65 cm x 65 cm.

Gli armadietti da cucina sono mobili alti da 210 cm a 230 cm che partono dalla base dei mobili bassi da cucina per terminare in corrispondenza della parte superiore dei mobili alti da cucina. Esistono armadi da cucina classici con una larghezza compresa tra 40 cm e 60 cm. Ma anche armadi da cucina telescopici su guide, con una larghezza compresa tra 30 cm e 40 cm.

Gli armadi per elettrodomestici sono mobili in cui sono incassati gli elettrodomestici e hanno un’altezza compresa tra 210 cm e 230 cm. Esistono armadi da cucina per forno o microonde e per frigorifero con una larghezza di 60 cm. Da notare che sono disponibili anche armadi da cucina ribassati con un’altezza di 140 cm e una larghezza di 60 cm.

Carrello di servizio


Il carrello da cucina è un vero e proprio mobile ausiliario. Il suo utilizzo più diffuso è quello di fungere da supporto quando si tratta di apparecchiare o sparecchiare la tavola, soprattutto quando la cucina è lontana dalla sala da pranzo o dal soggiorno. Tuttavia, il carrello da cucina può anche aumentare lo spazio di stoccaggio sia all’interno della cucina stessa, sia in occasione di ricevimenti in cui lo spazio è limitato.

Il carrello da cucina è un mobile funzionale, composto solitamente da almeno due ripiani che, a seconda dei modelli, possono essere arricchiti da nicchie, cestini o cassetti. La particolarità di questo mobile è la sua mobilità, motivo per cui è dotato di rotelle. Per quanto riguarda i materiali utilizzati per la realizzazione del carrello da cucina, il mercato offre legno, metallo come l’acciaio inossidabile o il vetro.

Sgabello da bar


Lo sgabello è costituito da una seduta che poggia su tre o quattro gambe. Privo di schienale, lo sgabello non offre una seduta rilassata o comoda. Può fungere da seduta d’appoggio. Esistono sgabelli alti chiamati sgabelli da bar. Lo sgabello da bar, oltre alla seduta, è dotato di gambe alte e, a seconda dei modelli, di schienali e poggiapiedi. Generalmente, questo mobile presenta anche un sistema di regolazione in altezza e può ruotare su se stesso.

È alla fine del XIX secolo e all’inizio del XX secolo che lo sgabello da bar conosce una forte espansione, in particolare a causa della frequentazione sempre più massiccia dei locali dove si servono bevande. Lo sgabello da bar è l’accessorio ideale e naturale del bar. Da questi locali, questo mobile entra nelle case. Questo ingresso è favorito dalle cucine «all’americana», sempre più popolari, dotate di un piano di lavoro rialzato su cui è possibile consumare i pasti seduti su uno sgabello da bar.

Gli stili e le forme degli sgabelli da bar si sono evoluti seguendo le tendenze del momento. Esistono modelli più classici o, al contrario, molto contemporanei, come quelli in stile Art Déco. Per quanto riguarda i materiali utilizzati per la realizzazione di questo mobile, sono molto vari. Si trovano sgabelli da bar in legno, in metallo (acciaio, ghisa, alluminio anodizzato) o in plastica. I cuscini sono realizzati in schiuma e rivestiti in pelle o ecopelle. Da notare che la struttura dello sgabello da bar è molto spesso cromata.

Arredi da giardino

Salotto da giardino


Il salotto da giardino è un insieme di mobili destinati all’uso all’aperto. Può essere composto da un tavolo con sedie, poltrone, panche o pouf. Il tavolo è l’elemento principale dell’arredamento da giardino. Può essere rotondo, quadrato, ovale o poligonale. Il numero medio di sedie o poltrone va da sei a otto. Le poltrone possono essere imbottite. Le sedie possono essere a dondolo o pieghevoli. Il salotto da giardino deve essere facile da trasportare, ad esempio per riporlo durante l’inverno, ma anche per poterlo sistemare dove si desidera: sotto un portico, una veranda, un pergolato o a bordo piscina… Tuttavia, per evitare il montaggio e lo smontaggio stagionale, è possibile procurarsi delle fodere protettive. Da notare che, per la tranquillità di tutti, è possibile aggiungere al salottino da giardino per adulti un salottino da giardino per bambini.

Prima di acquistare un salottino da giardino, è necessario prestare attenzione ad alcuni aspetti. Innanzitutto, lo spazio che il giardino può ospitare e lo spazio di cui si ha regolarmente bisogno attorno al tavolo, il che determinerà le dimensioni del tavolo ma anche il numero di sedie da acquistare. Si dovrà inoltre tenere conto di tale ingombro in vista di un futuro stoccaggio fuori stagione. Il secondo criterio da considerare è il clima regionale. Questo dovrà influire in particolare sulla scelta dei materiali, ma anche dei colori. Infatti, il set da giardino è, a seconda dei casi, destinato a rimanere all’aperto per una parte dell’anno o addirittura per tutto l’anno. Le variazioni di temperatura, l’esposizione alla pioggia o al sole o persino il gelo finiranno per causare il deterioramento dei mobili. Infine, è possibile informarsi anche sulla robustezza del salotto da giardino, sulla sua durata media in rapporto al prezzo o ancora sulla sua manutenzione.

I mobili da giardino possono avere uno stile romantico, autentico, rustico o esotico. I designer ideano costantemente modelli di arredi davvero innovativi o ispirati ai mobili da giardino delle epoche passate. La moda attuale predilige l’abbinamento tra legno e metallo, nonché colori vivaci e decorazioni fantasiose. Il mix di colori, stili e materiali è molto in voga.

I materiali utilizzati per i mobili da giardino sono molto vari e ognuno di essi apporta robustezza, estetica, facilità di manutenzione o un’atmosfera particolare. I mobili da giardino in legno sono disponibili in numerose essenze come il teak, la quercia, l’acacia, il mogano, il pino, il cedro… I set da giardino in pietra naturale propongono mobili in ceramica, ardesia o marmo e possono anche presentare composizioni a mosaico. Il settore dei set da giardino in metallo è piuttosto vasto. Vi si trovano ferro battuto, alluminio o anche acciaio inossidabile. Esistono anche set da giardino in vimini, bambù o rattan. Tuttavia, alcuni di questi materiali, come il vimini, vengono utilizzati solo per parti ben precise del set da giardino, come le sedie o le gambe dei tavoli. In linea con questa tendenza, si trovano set da giardino in vimini sintetico o in resina. I progettisti di questi mobili sono riusciti a realizzare materiali dall’aspetto simile a quello dei materiali naturali, ma molto più resistenti. Infine, esistono set da giardino in resina sintetica.

Tavolo


Il tavolo da giardino è il mobile centrale dell’arredamento da esterno. La sua scelta determinerà il resto dei mobili che lo accompagneranno. Esistono molti modelli ed è possibile scegliere le dimensioni, l’estetica, il colore, la forma o il materiale. A tal fine, occorre tenere conto di due criteri importanti: lo spazio dedicato all’installazione del tavolo e il numero di posti a sedere attorno ad esso. Per quanto riguarda il numero di commensali, si trovano tavoli in grado di ospitare da sei a 12 persone. Possono essere dotati di prolunghe. Da notare che esistono tavoli pieghevoli molto pratici, in particolare per riporli durante l’inverno, oppure tavoli allungabili dotati di prolunghe a farfalla che si ripiegano sotto il piano del tavolo. Si può aggiungere che, a seconda dell’atmosfera generale del giardino, sarà possibile adattare lo stile del tavolo. Infatti, l’alluminio si adatta perfettamente a un giardino moderno, il ferro battuto trova la sua collocazione in un giardino romantico, mentre il legno si inserisce perfettamente in un giardino più naturale. Infine, va precisato che la tendenza attuale si orienta verso il poliestere e il textilene, materiali che garantiscono un’ottima durata.

I materiali utilizzati per la realizzazione dei tavoli da giardino sono moltissimi. Tra questi si possono citare il legno, e in particolare il teak, molto apprezzato per la sua robustezza e il suo tocco esotico, il ferro, la plastica, il vetro, la pietra o il cemento – per cui è necessario scegliere con cura la collocazione definitiva, data la sua pesantezza –, l’alluminio, che può essere laccato o meno, o ancora l’acciaio… Per quanto riguarda il budget da prevedere per l’acquisto di questo mobile, occorre considerare da 500 a 1.500 euro per un modello, ad esempio, rotondo in teak massiccio con piano girevole.

Carrello da servizio


Il carrello da giardino è un mobile composto da uno o più ripiani dotati di vari accessori per riporre oggetti. La particolarità del carrello da giardino è che è mobile e quindi dotato di rotelle. Consumare i pasti in giardino richiede il trasporto di numerose cose: stoviglie, generi alimentari, bottiglie, tovagliato… I viaggi avanti e indietro sono innumerevoli. Il carrello da giardino è il mobile ideale per questa situazione. Oltre a questa funzione, il carrello da giardino può essere considerato come un piccolo tavolino ausiliario o anche come un piano di lavoro mobile.

Per quanto riguarda i materiali utilizzati per la realizzazione del carrello da giardino, si possono notare in particolare il ferro battuto e il teak. Il ferro battuto conferirà a questo mobile raffinatezza, eleganza e leggerezza. Il carrello da giardino in ferro battuto avrà uno stile contemporaneo. Il teak è particolarmente apprezzato per la sua resistenza ai carichi, al passare del tempo ma anche alle intemperie. Di piacevole estetica, un carrello da giardino in teak si abbinerà molto bene anche ad altri mobili da giardino realizzati con materiali diversi.

Bar


Attualmente, il bar da giardino è un mobile molto di tendenza. Esteticamente gradevole e conviviale, è soprattutto molto funzionale. Infatti, il bar da giardino, proprio come il carrello da giardino, permette di evitare di fare avanti e indietro verso casa ogni volta che si desidera una bevanda fresca o uno spuntino. La disposizione interna dei bar da giardino varia a seconda dei modelli, ma in genere sono tutti in grado di contenere bottiglie e bicchieri e sono persino attrezzati per mantenere freddi i cubetti di ghiaccio. Da notare che il bar da giardino può naturalmente essere abbinato a sgabelli da bar disposti tutt’intorno.

Per scegliere bene un mobile bar da giardino, bisogna innanzitutto determinare le proprie esigenze e quindi le dimensioni di questo mobile. Successivamente, occorre valutare gli spazi di stoccaggio. Devono essere numerosi e vari per poter contenere tutti i tipi di bicchieri, tutti i tipi di bottiglie, ma anche generi alimentari, come stuzzichini o aperitivi, o persino qualche tovagliolo o carta da cucina. Infine, occorre considerare la sua praticità. Infatti, questo tipo di mobile deve essere facilmente accessibile poiché verrà utilizzato frequentemente durante la giornata e deve disporre di un piano d’appoggio adeguato dove gli ospiti possano appoggiare i propri bicchieri. Da notare che alcuni modelli di bar da giardino sono pieghevoli. Infine, ci si può anche chiedere se sia necessario o meno spostare questo mobile poiché, infatti, alcuni modelli di bar da giardino sono dotati di rotelle che ne facilitano lo spostamento o il riporre a fine stagione. A questo proposito, va precisato che esistono coperture protettive per i bar da giardino da utilizzare durante la stagione invernale. Per quanto riguarda i materiali, la tendenza attuale privilegia il ferro, la resina e il legno, in particolare il teak, la cui popolarità è in costante aumento.

Sedia


La sedia da giardino è composta da una seduta, uno schienale e quattro gambe. Questo mobile è, in linea di principio, destinato a essere sistemato attorno a un tavolo da giardino. È quindi necessario tenere conto del fatto che lo stile dell’insieme debba essere armonioso. Le forme delle sedie da giardino sono diverse. Il vantaggio di una sedia da giardino è che occupa molto meno spazio di una poltrona da giardino e si potrà quindi sistemare un numero maggiore di ospiti attorno al tavolo. Va semplicemente sottolineato che esistono sedie da giardino pieghevoli o impilabili, molto pratiche quando si tratta di riporle per l’inverno.

Gli elementi da prendere in considerazione nella scelta di una sedia da giardino sono l’estetica, il comfort, il materiale e il budget. Si potrà quindi scegliere, in primo luogo, la dimensione. Successivamente, prestare particolare attenzione alla robustezza, tenendo presente che un investimento leggermente più elevato potrebbe rivelarsi redditizio nel tempo. Per quanto riguarda il comfort, è bene sapere che alcuni modelli di sedie da giardino sono dotati di piccoli braccioli e che, eventualmente, è possibile abbellire la sedia con dei cuscini. Per quanto riguarda la manutenzione di questo arredo, dipenderà dal materiale scelto, ma sarà sempre possibile prevenire o rallentare l’usura utilizzando coperture protettive.

I materiali utilizzati per la realizzazione di questo mobile sono l’alluminio, il legno, la resina, il ferro battuto, il metallo o ancora il PVC. Attualmente, il materiale che sta prendendo piede è la resina intrecciata. Si tratta di una fibra sintetica che ricopre una base in alluminio. Ha il vantaggio di essere confortevole, resistente e di facile manutenzione. Il legno è sempre di attualità con essenze come la quercia, il cedro, il mogano, ma soprattutto il teak. Quest’ultimo è un legno molto robusto e conferisce un tocco di esotismo. Il ferro battuto è molto suggestivo e resistente, ma è un materiale pesante e poco confortevole. Al contrario, una sedia da giardino in alluminio sarà molto leggera e conferirà un aspetto decisamente contemporaneo. L’alluminio è un materiale solido e di facile manutenzione.

Panchina


La panca è un mobile che risale al Medioevo. A quell’epoca, era l’unica seduta conosciuta insieme allo sgabello. Le diverse parti di una panca sono la seduta, lo schienale e i braccioli. Tuttavia, lo schienale è facoltativo e, in tal caso, si parlerà piuttosto di panca lunga. La panca è un elemento d’arredo molto conviviale poiché permette a più persone di sedersi una accanto all’altra. Le dimensioni della panchina da giardino, a seconda dei modelli, variano da 55 cm a 70 cm di profondità e da 125 cm a 150 cm di larghezza. La panchina da giardino troverà posto in giardino in diversi punti: sia ai margini di un vialetto, sia in un luogo particolarmente piacevole che si trasformerà poco a poco in un accogliente spazio di incontro e conversazione, sia su una piccola altura da cui ammirare il panorama o tenere d’occhio i giochi all’aperto dei bambini. Esistono diversi modelli di panchine da giardino, come la panchina arrotondata, la panchina a cassettone, la panchina coperta o la panchina angolare.

Per scegliere la panchina da giardino più adatta alle proprie esigenze, è necessario rispondere ad alcune domande. La prima riguarda il numero di posti a sedere che si desidera avere, il che determinerà le dimensioni della panchina. La seconda domanda riguarda il livello di comfort che si desidera ottenere da questo arredo: se debba essere dotato, ad esempio, di braccioli o meno, di uno schienale o meno, oppure se debba essere impreziosito da cuscini. Il terzo criterio importante da verificare è la sua solidità e, quindi, la sua durata nel tempo. Infine, ci si può anche interrogare sulla manutenzione in base al materiale utilizzato.

In origine, la panchina era una seduta in legno, pietra o ferro. Tenendo sempre presente che si tratta di un elemento d’arredo esposto alle intemperie, i materiali si sono diversificati. Oggi esistono panchine da giardino in legno, resina, metallo, cemento, plastica o ferro battuto. La panchina da giardino in plastica è particolarmente resistente al deterioramento causato dalla pioggia o dai funghi. Per una panchina da giardino in legno, si può scegliere il teak, molto esotico, molto robusto e di facile manutenzione. Ma è anche possibile optare per il cedro rosso che, contrariamente a quanto suggerisce il nome, offre una gamma di tonalità che va dal giallo zafferano al marrone cioccolato, che con il passare del tempo assume una tonalità bruno-rossastra. Il cedro rosso non richiede alcuna manutenzione ed è praticamente inalterabile.

Poltrona


La poltrona da giardino è un mobile molto confortevole. È sempre dotata di braccioli, la sua seduta è spaziosa e non molto alta. Esistono alcuni modelli di poltrone da giardino impilabili, molto pratici per lo stoccaggio invernale, e altri modelli pieghevoli, che non solo facilitano lo stoccaggio ma offrono anche all’utente diverse posizioni dello schienale.

Per quanto riguarda i materiali utilizzati per la realizzazione delle poltrone da giardino, si trovano il legno, in particolare il teak, la resina intrecciata, l’alluminio, il vimini o il rattan naturale e, più recentemente, il vimini o il rattan sintetico. Il vimini e il rattan naturali sono materiali molto raffinati. Il vimini e il rattan sintetici aggiungono quel tocco di robustezza che finora mancava. La resina intrecciata è una fibra sintetica che ricopre un’ossatura in alluminio. Una poltrona da giardino in resina intrecciata sarà resistente, comoda e di facile manutenzione. Una poltrona da giardino in alluminio avrà un aspetto molto moderno. La sua solidità e la facilità di manutenzione saranno molto apprezzate. Da notare che l’alluminio si abbina molto bene al legno. Infine, la poltrona da giardino in legno, e in particolare quella in teak, è apprezzata per il suo carattere esotico, la sua robustezza, la sua durata, la sua facilità di manutenzione e il suo colore.</p>

Pouf


Il pouf da giardino è una sorta di grande cuscino, piuttosto che un vero e proprio mobile. È composto da un involucro che racchiude una quantità infinita di microsfere sintetiche, fino a 400 litri. Questa imbottitura garantisce che il pouf da giardino si adatti perfettamente al corpo indipendentemente dalla postura. I pouf da giardino presentano, in genere, dimensioni generose, fino a 140 cm x 190 cm. Queste caratteristiche fanno sì che, su un pouf da giardino, l’utente possa assumere qualsiasi posizione ed essere sempre comodamente sistemato, sia seduto, sdraiato o in una posizione rilassata. Questo complemento d’arredo non ha una collocazione fissa in giardino, quindi può essere posizionato dove si preferisce e, a tal fine, trascinato grazie alla cinghia di cui è dotato. Può tuttavia fungere da complemento al divano o alle poltrone come seduta aggiuntiva attorno al tavolo.

Il rivestimento dei pouf da giardino è particolarmente resistente alle intemperie, ma anche all’usura dovuta al fatto che vengono trascinati per spostarli. I sistemi di chiusura dei pouf da giardino sono molto sicuri, in modo che l’imbottitura in microsfere rimanga all’interno. Il pouf da giardino presenta, in genere, colori vivaci. La manutenzione dei pouf da giardino è molto semplice grazie alle qualità del loro rivestimento. Fatboy è un produttore di riferimento nel settore dei pouf da giardino. Infatti, questo complemento d’arredo è sempre più di tendenza e Fatboy propone quindi un’ampia gamma di prodotti, come il modello «Original», molto robusto, o il modello «Outdoor», dalle dimensioni impressionanti, senza dimenticare i bambini, per i quali sono previsti modelli junior di pouf da giardino.

Lettino prendisole


L’origine del lettino da sole risale all’epoca in cui ebbero inizio le crociere transatlantiche. Infatti, questo arredo veniva installato sui vari ponti della nave ed era destinato al riposo dei passeggeri. Nel corso del tempo, il lettino da sole ha fatto la sua comparsa in diversi luoghi, in particolare nei giardini. Il lettino da sole è un tipo di seduta su cui l’utente può distendersi completamente, comprese le gambe per tutta la loro lunghezza. Lo schienale è inclinato e offre diverse posizioni. Il lettino da sole può essere un mobile realizzato in materiale rigido oppure composto da una struttura che sostiene un telo teso. Sul mercato si trovano diverse forme di lettini da sole, come quelli dritti, curvi, pieghevoli, regolabili, fissi o mobili, grazie a rotelle fissate nella parte inferiore.

Per una descrizione più precisa, è possibile distinguere tre grandi tipologie di lettini da sole in base alle denominazioni utilizzate. Esiste la sedia a sdraio costituita da un telaio in legno o metallo e con la seduta in tessuto. Poi c’è la sedia a sdraio di dimensioni medie, pari a un metro, ma che può essere allungata aggiungendo un poggiapiedi rimovibile di circa 40 cm. Questo arredo può essere installato e spostato facilmente grazie alla sua leggerezza. Infine, c’è il lettino da sole vero e proprio. Molto confortevole, il suo aspetto ricorda quello di un letto. Inoltre, il lettino da sole può essere dotato di un materasso che ne accentua il comfort e permette di distendersi completamente.

Per quanto riguarda i materiali, esistono lettini prendisole in alluminio, tela, legno, plastica o acciaio. Il tipo di legno più comunemente utilizzato per la realizzazione di questo arredo è il teak, in particolare per la sua resistenza alle intemperie e agli attacchi degli insetti, in parte dovuta all’oleoresina che contiene. Inoltre, i suoi colori giallo pallido, bronzo o beige rossastro con le venature in evidenza sono molto apprezzati. Per i tessuti, la tendenza attuale è il batilene. Si tratta di una trama di maglie sintetiche flessibili in nylon rivestite di poliestere. Questo tessuto è molto resistente, di facile manutenzione e molto confortevole, quindi non è più necessario acquistare cuscini. Infine, il batilene è riciclabile, il che lo rende un materiale molto di tendenza. Anche il lettino prendisole in alluminio sarà molto robusto, di facile manutenzione, resistente alla corrosione ed è disponibile in un’ampia gamma di colori. Da notare che, indipendentemente dal materiale scelto per il lettino prendisole, questo arredo potrà essere protetto con una fodera protettiva.

Dondolo


L’altalena è un elemento d’arredo a metà strada tra l’amaca e la panchina. Infatti, sedendosi su un’altalena ci si dondola. L’altalena è composta da una struttura alla quale è agganciata una seduta non fissa che può dondolarsi. A seconda dei modelli, sopra la seduta può esserci una piccola tettoia. È difficile spostare una panca a dondolo a causa delle sue dimensioni ingombranti e del suo peso.

Per scegliere bene una altalena, è importante sapere quanti posti a sedere si desiderano. Infatti, questo mobile è previsto per una, due o tre persone. Successivamente, si potrà prestare particolare attenzione al materiale della struttura, ma anche alla qualità del tessuto della seduta e della tettoia. Da notare che è preferibile che questo tessuto sia impermeabile. È inoltre consigliabile informarsi bene sulla manutenzione necessaria per questo o quel tipo di altalena.

Per quanto riguarda i materiali utilizzati per la realizzazione delle altalene, si trovano modelli in legno, in particolare in teak, in metallo, in ferro per un effetto di leggerezza, in ferro battuto, in resina intrecciata dall’aspetto moderno, in vimini o in plastica preformata. Tuttavia, il materiale più comunemente utilizzato per la realizzazione di questo arredo rimane l’acciaio, grazie alla sua robustezza e alla mancanza di manutenzione. Da notare l’attuale tendenza che punta verso l’altalena «cocoon». È di forma ovale e può essere realizzata sia in legno che in resina intrecciata.

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